Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha recentemente firmato il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili.
Con questo ultimo atto si conclude l'iter legislativo del Decreto di recepimento della Direttiva 202020 che verrà pubblicato nei prossimi giorni nella Gazzetta Ufficiale.
"Visto dal punto di vista del solare termico - ha dichiarato Assolterm - il decreto presenta diversi aspetti positivi e non possiamo che essere soddisfatti per il fatto che molte delle nostre osservazioni siano state accolte. Apprezziamo lo sforzo fatto, da una parte, per semplificare l'installazione degli impianti solari termici, su cui Assolterm da anni porta avanti una serrata battaglia e, dall'altra, per introdurre, finalmente, un meccanismo di incentivazione per le rinnovabili termiche che ha il duplice merito di riconoscere pari dignità a termico ed elettrico e di rendere l'incentivo strutturale e maggiormente appetibile per l'utente finale. Facciamo riferimento all'articolo 26 che introduce un incentivo “per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni " con le seguenti caratteristiche:
* ha lo scopo di assicurare una equa remunerazione dei costi di investimento ed esercizio ed è commisurato alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili
* il periodo di diritto all’incentivo non può essere superiore a dieci anni e decorre dalla data di conclusione dell’intervento
* resta costante per tutto il periodo di diritto e può tener conto del valore economico dell’energia prodotta
* è assegnato tramite un contratto di diritto privato fra il GSE e il soggetto responsabile dell’impianto, sulla base di un contratto-tipo.
L'articolo rimanda, per la definizione delle modalità di attuazione (valori degli incentivi, requisiti tecnici, monitoraggio, erogazione, ecc.), alla adozione di decreti attuativi entro 6 mesi dall'entrata in vigore del Decreto. Assolterm si rende disponibile fin da adesso a fornire il proprio contributo esperto nella definzione dei migliori criteri per supportare il mercato del solare termico in modo che possa svilupparsi nei prossimi anni in modo sano e duraturo, creare ricchezza e occupazione nel nostro Paese e contribuire in modo significativo, e al minor costo, al raggiugimento degli obiettivi al 2020. In conclusione ci preme tornare a esprimere il nostro apprezzamento per l'attenzione finalmente data al settore della produzione di energia termica da fonti rinnovabili, e auspichiamo che si continui in questa direzione virtuosa, dando continuità alla normativa sull'incentivazione di tutte le fonti rinnovabili (termiche ed elettriche) in modo da supportare lo sviluppo di una completa filiera italiana di aziende di produzione, distribuzione, progettazione e installazione di impianti ad energia rinnovabile".
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mercoledì 9 marzo 2011
lunedì 14 febbraio 2011
Il primo prototipo di fotovoltaico di terza generazione senza silicio
L’innovazione nel settore della produzione di energia pulita, nata all’interno dell’Università di Torino, è stata presentata recentemente nel comune della cintura torinese.
Tra un anno è prevista l’industrializzazione del materiale: ”Il gruppo Kinexia – ha spiegato Aldo Corgiat, sindaco di Settimo Torinese – società quotata alla Borsa di Milano che opera nel settore delle energie rinnovabili, ha in animo di investire nello sviluppo del progetto di fotovoltaico organico portato avanti da Cyanine Technologies e Pianeta”.
Le applicazioni di questa tecnologia saranno molteplici: grazie all’utilizzo di coloranti per celle fotovoltaiche imprigionati tra due lastre di vetro, sarà possibile produrre energia elettrica tramite qualunque tipo di superficie vetrata, che tra l’altro non necessiterà dell’esposizione diretta ai raggi solari. Tra le applicazioni future, sono allo studio tettucci per automobili, tessuti capaci di ricaricare il cellulare, tende da campo in grado di ricaricare il notebook.
Fonte: ClickTheBrick
Tra un anno è prevista l’industrializzazione del materiale: ”Il gruppo Kinexia – ha spiegato Aldo Corgiat, sindaco di Settimo Torinese – società quotata alla Borsa di Milano che opera nel settore delle energie rinnovabili, ha in animo di investire nello sviluppo del progetto di fotovoltaico organico portato avanti da Cyanine Technologies e Pianeta”.
Le applicazioni di questa tecnologia saranno molteplici: grazie all’utilizzo di coloranti per celle fotovoltaiche imprigionati tra due lastre di vetro, sarà possibile produrre energia elettrica tramite qualunque tipo di superficie vetrata, che tra l’altro non necessiterà dell’esposizione diretta ai raggi solari. Tra le applicazioni future, sono allo studio tettucci per automobili, tessuti capaci di ricaricare il cellulare, tende da campo in grado di ricaricare il notebook.
Fonte: ClickTheBrick
giovedì 3 febbraio 2011
La strumentazione che scopre le microfratture delle celle fotovoltaiche
IBC Solar, azienda tedesca specializzata nel settore fotovoltaico, ha recentemente iniziato ad utilizzare delle camere ad elettroluminescenza nel suo laboratorio in Germania. Questa strumentazione testa le caratteristiche dei materiali di cui sono composti i moduli fotovoltaici, riuscendo ad individuare eventuali microfratture delle celle e favorendo un rapido controllo sui moduli in entrata, verificando la presenza di possibili rotture dovute al trasporto. Il test dell’elettroluminescenza completa il rigoroso programma di controllo qualità già operativo in IBC Solar.Da dicembre 2010, IBC Solar sta testando i moduli in entrata utilizzando la misurazione ad elettroluminescenza. Questo test è basato sul processo inverso del fotovoltaico: ai moduli viene applicata una tensione per verificare i flussi di corrente, mentre una camera con dei sensori speciali rende visibile ad occhio nudo la luce ad infrarossi emessa dalle celle. Le celle funzionanti avranno un aspetto luminoso, mentre quelle danneggiate appariranno scure. Passano questo test solo i moduli che dimostrano una distribuzione uniforme della corrente.
Il test ad elettroluminescenza ha diversi vantaggi, in primis la possibilità di mostrare in pochi minuti eventuali difetti di fabbricazione e rotture subite durante il trasporto.
Per testare più moduli in parallelo, IBC Solar ha allestito due camere che vengono utilizzate per test a campione su grandi quantità. La misurazione dei parametri dei moduli con elettroluminescenza si aggiunge all’attuale programma di controllo qualità di IBC Solar, che prevede una camera climatica, un flasher e rilevazioni sulle prestazioni nel lungo periodo in un campo test.
Marco Siller, Direttore del Product Management di IBC Solar, spiega: “Grazie al nostro programma di controllo qualità, vogliamo essere sicuri che i nostri clienti ottengano dalla loro installazione fotovoltaica una produzione di energia elevata nel lungo periodo. Sebbene il Conto Energia sia garantito per legge per 20 anni, le installazioni fotovoltaiche possono fornire energia per un lasso di tempo maggiore. Se riusciamo ad individuare tutti i possibili difetti dei moduli fin dall’inizio, riceveremo potenzialmente meno reclami e incrementeremo la customer satisfaction. Per questo stiamo continuando ad investire in strumentazioni e programmi di controllo, per migliorare ulteriormente gli standard esistenti”.
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mercoledì 26 gennaio 2011
Un pannello solare che funzioni anche di notte? Si può fare...
Il limite di un impianto fotovoltaico è evidentemente quello che non può funzionare anche di notte, vale a dire che i pannelli fotovoltaici, non essendo colpiti dal sole, non possono in tale circostanza produrre energia. Pare però che Steven Novack, dell’Idaho National Laboratory del dipartimento americano dell’Energia, non la pensi proprio così. E allora si è inventato un nuovo concetto di pannelli solari che con ogni probabilità è destinato a rivoluzionare il settore.
Il pensiero di Novack si basa sul fatto che circa la metà dell’energia disponibile dello spettro solare arriva sul nostro Pianeta nella banda degli infrarossi (Ir). Una parte di questa energia viene riemessa sotto forma di calore dal terreno durante la notte. Se la notte è nuvolosa, in parte gli infrarossi vengono riflessi verso il suolo. Nel caso invece di notte priva di nuvole, il calore attraversa l’atmosfera e si disperde nello spazio come radiazione Ir.
Il sistema di microantenne realizzato da Novack è in grado di raccogliere l’84% dei fotoni riemessi dal terreno. Un sistema operativo reale utilizzabile su larga scala potrebbe arrivare al 46%, efficienza di gran lunga superiore a quella degli attuali pannelli fotovoltaici. Ciò è dovuto al fatto che, a differenza delle celle al silicio, pare che le microantenne siano in grado di assorbire infrarossi in un ampio ventaglio angolare e quindi garantire una efficienza superiore.
Il pensiero di Novack si basa sul fatto che circa la metà dell’energia disponibile dello spettro solare arriva sul nostro Pianeta nella banda degli infrarossi (Ir). Una parte di questa energia viene riemessa sotto forma di calore dal terreno durante la notte. Se la notte è nuvolosa, in parte gli infrarossi vengono riflessi verso il suolo. Nel caso invece di notte priva di nuvole, il calore attraversa l’atmosfera e si disperde nello spazio come radiazione Ir.
Il sistema di microantenne realizzato da Novack è in grado di raccogliere l’84% dei fotoni riemessi dal terreno. Un sistema operativo reale utilizzabile su larga scala potrebbe arrivare al 46%, efficienza di gran lunga superiore a quella degli attuali pannelli fotovoltaici. Ciò è dovuto al fatto che, a differenza delle celle al silicio, pare che le microantenne siano in grado di assorbire infrarossi in un ampio ventaglio angolare e quindi garantire una efficienza superiore.
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venerdì 14 gennaio 2011
Accordo Martifer Solar e Sunflower per gli impianti fotovoltaici in Piemonte
Martifer Solar, società controllata da Martifer SGPS, SA, ha firmato un accordo strategico con l’azienda Sunflower per la realizzazione EPC e la gestione O&M di 13 MW di impianti fotovoltaici.
Dopo aver completato in qualità di EPC contractor due impianti da 2,1 MW ciascuno in provincia di Alessandria, Martifer Solar e Sunflower hanno deciso di rafforzare la loro collaborazione in Italia attraverso la firma di un accordo vincolante.
Questi impianti fanno parte di un portfolio più ampio che Sunflower sta sviluppando in Italia dal 2010 e che sarà totalmente autorizzato entro febbraio 2011.
Dopo la fase di costruzione, anche la fase di Operation & Maintenance sarà gestita da Martifer Solar, che sta accrescendo il suo team specializzato nel monitorare e assicurare la manutenzione preventiva e correttiva della totalità degli impianti realizzati per Sunflower dal 2010.
Pedro Pereira, Amministratore Delegato di Martifer Solar Italia, ha affermato che “Siamo molto contenti del gratificante segno di fiducia che Sunflower ha riposto in noi tramite la firma di questo accordo vincolante, a seguito della costruzione dei due impianti piemontesi”. I due impianti, di circa 2,1 MW ciascuno, che Martifer Solar ha realizzato per Sunflower ad Alessandria si sono conclusi a tempo di record e sono attualmente in attesa della connessione alla rete.
Pedro Pereira aggiunge inoltre che “Al fine di completare questi impianti (Alessandria) entro la fine del 2010, abbiamo dovuto dimostrare di poter fare del nostro meglio in termini di flessibilità e velocità, senza compromettere gli standard qualitativi che i nostri clienti si aspettano da noi. Ad esempio, il secondo impianto è stato realizzato in circa due mesi ed ha visto team di forze lavoro composti da 60 persone, spesso lavorando con temperature al di sotto dello zero”.
Attualmente Martifer Solar ha costruito oltre 31 MW di impianti fotovoltaici in Italia e prevede di superare il doppio della potenza fino ad oggi installata entro la fine del 2011.
Dopo aver completato in qualità di EPC contractor due impianti da 2,1 MW ciascuno in provincia di Alessandria, Martifer Solar e Sunflower hanno deciso di rafforzare la loro collaborazione in Italia attraverso la firma di un accordo vincolante.
Questi impianti fanno parte di un portfolio più ampio che Sunflower sta sviluppando in Italia dal 2010 e che sarà totalmente autorizzato entro febbraio 2011.
Dopo la fase di costruzione, anche la fase di Operation & Maintenance sarà gestita da Martifer Solar, che sta accrescendo il suo team specializzato nel monitorare e assicurare la manutenzione preventiva e correttiva della totalità degli impianti realizzati per Sunflower dal 2010.
Pedro Pereira, Amministratore Delegato di Martifer Solar Italia, ha affermato che “Siamo molto contenti del gratificante segno di fiducia che Sunflower ha riposto in noi tramite la firma di questo accordo vincolante, a seguito della costruzione dei due impianti piemontesi”. I due impianti, di circa 2,1 MW ciascuno, che Martifer Solar ha realizzato per Sunflower ad Alessandria si sono conclusi a tempo di record e sono attualmente in attesa della connessione alla rete.
Pedro Pereira aggiunge inoltre che “Al fine di completare questi impianti (Alessandria) entro la fine del 2010, abbiamo dovuto dimostrare di poter fare del nostro meglio in termini di flessibilità e velocità, senza compromettere gli standard qualitativi che i nostri clienti si aspettano da noi. Ad esempio, il secondo impianto è stato realizzato in circa due mesi ed ha visto team di forze lavoro composti da 60 persone, spesso lavorando con temperature al di sotto dello zero”.
Attualmente Martifer Solar ha costruito oltre 31 MW di impianti fotovoltaici in Italia e prevede di superare il doppio della potenza fino ad oggi installata entro la fine del 2011.
lunedì 10 gennaio 2011
Finanziamento dell'impianto? Attenzione che i conti tornino...
Gli incentivi del Conto Energia per il fotovoltaico hanno messo in moto il mercato del fotovoltaico nel nostro Paese, specialmente nel settore dei piccoli impianti domestici che godono dello scaglione più alto prevista dal provvedimento. Ciò ha spinto molti privati a prendere in seria considerazione l’installazione di un sistema fotovoltaico, ma spesso l’anticipazione dell’intera somma per un impianto rappresenta un grosso ostacolo per molti. Il prezzo di un impianto da 3 kWp, la taglia classica per un’utenza domestica, infatti, si aggira tra i 5.000 e i 6.000 euro per kWp e non tutti hanno oltre 15.000 euro da anticipare per la realizzazione di un impianto anche a fronte di introiti derivati dalla produzione elettrica e dagli incentivi che possono arrivare a circa 2.000 euro l’anno.
Per far fronte a queste esigenze di mercato alcuni istituti di credito hanno creato dei prodotti finanziari, il più delle volte si tratta di veri e propri mutui, attraverso i quali è possibile finanziare in parte o al 100% il proprio impianto fotovoltaico. Naturalmente si tratta di un’operazione costosa, che si traduce di solito in un allungamento del tempo di ammortamento dell’impianto, cosa che può inficiare parzialmente la redditività complessiva dell’impianto, rendendolo produttivo in termini finanziari nella seconda metà del ventennio nel quale si gode degli incentivi del Conto Energia.
Per quanto riguarda la tipologia di mutuo, fisso o variabile, la sua durata e la percentuale di importo da finanziare non esistono regole fisse e si tratta di parametri che devono essere valutati caso per caso, calcolatrice alla mano, confrontando diverse ipotesi di mutuo, anche per essere sicuri che “l’affare” rappresentato dal Conto Energia, con l’utilizzo del finanziamento non si trasformi in un “affare” a uso e consumo solo dell’istituto bancario, facendo svanire le potenzialità di guadagno. Altra questione fondamentale per decidere se e come finanziare un impianto fotovoltaico è quella di essere ragionevolmente certi della sua produttività, ossia del tasso d’insolazione medio presente nella zona.
Il Conto Energia, infatti, remunera la produzione reale di elettricità e avere una produzione 900 kWh o una di 1.200 kWh anno per kWp installato può fare la differenza. Altro parametro importante nella decisione di un finanziamento è la scelta dello spread, ossia il ricarico che ogni istituto bancario decide di aggiungere al tasso di base e che rappresenta, sommato al costo del denaro che ha una sua quotazione – in Europa viene definita Euribor - il prezzo finale del finanziamento. Si tratta di parametro da valutare attentamente perché una variazione di spread anche di un solo punto percentuale, può voler dire parecchie migliaia di euro in più in interessi.
Tratto dalla rivista Energia Solare & Rinnovabili di novembre 2010. L'articolo della rivista approfondisce i seguenti temi:
- Come valutare la durata del finanziamento
- Variabile o fisso? Dipende dal fattore di rischio
- Chi può richiedere il finanziamento
- Quali garanzie richiedono le banche
- Cap e Floor: Che cosa vuol dire?
- Attenzione allo Spread
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Per far fronte a queste esigenze di mercato alcuni istituti di credito hanno creato dei prodotti finanziari, il più delle volte si tratta di veri e propri mutui, attraverso i quali è possibile finanziare in parte o al 100% il proprio impianto fotovoltaico. Naturalmente si tratta di un’operazione costosa, che si traduce di solito in un allungamento del tempo di ammortamento dell’impianto, cosa che può inficiare parzialmente la redditività complessiva dell’impianto, rendendolo produttivo in termini finanziari nella seconda metà del ventennio nel quale si gode degli incentivi del Conto Energia.
Per quanto riguarda la tipologia di mutuo, fisso o variabile, la sua durata e la percentuale di importo da finanziare non esistono regole fisse e si tratta di parametri che devono essere valutati caso per caso, calcolatrice alla mano, confrontando diverse ipotesi di mutuo, anche per essere sicuri che “l’affare” rappresentato dal Conto Energia, con l’utilizzo del finanziamento non si trasformi in un “affare” a uso e consumo solo dell’istituto bancario, facendo svanire le potenzialità di guadagno. Altra questione fondamentale per decidere se e come finanziare un impianto fotovoltaico è quella di essere ragionevolmente certi della sua produttività, ossia del tasso d’insolazione medio presente nella zona.
Il Conto Energia, infatti, remunera la produzione reale di elettricità e avere una produzione 900 kWh o una di 1.200 kWh anno per kWp installato può fare la differenza. Altro parametro importante nella decisione di un finanziamento è la scelta dello spread, ossia il ricarico che ogni istituto bancario decide di aggiungere al tasso di base e che rappresenta, sommato al costo del denaro che ha una sua quotazione – in Europa viene definita Euribor - il prezzo finale del finanziamento. Si tratta di parametro da valutare attentamente perché una variazione di spread anche di un solo punto percentuale, può voler dire parecchie migliaia di euro in più in interessi.
Tratto dalla rivista Energia Solare & Rinnovabili di novembre 2010. L'articolo della rivista approfondisce i seguenti temi:
- Come valutare la durata del finanziamento
- Variabile o fisso? Dipende dal fattore di rischio
- Chi può richiedere il finanziamento
- Quali garanzie richiedono le banche
- Cap e Floor: Che cosa vuol dire?
- Attenzione allo Spread
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Fotovoltaico ed eolico per un albergo gallegiante
Progettata dall'architetto russo Alexander Remizov, in collaborazione con un’azienda di ingegneria tedesca e con lo scienziato moscovita Lev Britvin, sarà totalmente autonoma sotto il profilo energetico e sarà in grado di galleggiare.
L'Arca, così è stata chiamata la struttura dell'albergo totalmente ecocompatibile, raggiungerà 14mila metri quadrati e ospiterà circa 10mila persone. L'energia necessaria al mantenimento dell'Arca verrà prodotta grazie a impianti eolici e impianti fotovoltaici
L'Arca, così è stata chiamata la struttura dell'albergo totalmente ecocompatibile, raggiungerà 14mila metri quadrati e ospiterà circa 10mila persone. L'energia necessaria al mantenimento dell'Arca verrà prodotta grazie a impianti eolici e impianti fotovoltaici
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Incentivi coi Certificati Verdi: il GSE ha pubblicato il bollettino
Nel 2009 l’energia rinnovabile incentivata dal GSE con il meccanismo dei Certificati Verdi equivale a circa 17 TWh, mentre quella valorizzata con il sistema della Tariffa Onnicomprensiva è stata pari a 630 GWh. I dati sono contenuti nel documento: “Incentivazione delle fonti rinnovabili con i Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive. Bollettino aggiornato al 30 giugno 2010” pubblicato sul sito del GSE (www.gse.it).
Qualificazione degli impianti
Alla data del 30 giugno 2010 risultano qualificati 3.441 impianti, di cui 2.338 in esercizio (14,6 GW) e 1.103 in progetto (8,2 GW). Tra gli impianti in esercizio di nuova costruzione prevalgono gli idroelettrici in termine di numerosità (601 su 1.647 pari al 36%) e gli eolici in termini di potenza installata (4,4 GW su 7,0 GW, pari al 62%). Tra i progetti di nuova costruzione di cui si attende l’entrata in esercizio, eolici e impianti a bioliquidi coprono insieme il 65% del totale, rispettivamente con 272 e 275 progetti qualificati, per una potenza di 2,9 GW e 1,8 GW.
Domanda e offerta di Certificati Verdi
Nel 2009 la quota d’obbligo pari al 4,55% sull’energia prodotta e importata da fonti convenzionali e soggetta a obbligo di copertura nel 2008, ha determinato una domanda di 8,5 milioni di Certificati Verdi aventi taglia di 1 MWh. Sul fronte dell’offerta, il GSE ha emesso, per le produzioni 2009, 17,5 milioni di CV, la maggior parte dei quali relativi a impianti idroelettrici, impianti eolici e impianti a biomasse e rifiuti. A questi si aggiungono 1,1 milioni di CV emessi a favore dell’energia prodotta da impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento. Secondo quanto previsto dalla normativa, il GSE ha anche provveduto al ritiro dei CV aventi diritto per un totale, nel 2010, di 9,9 milioni di CV relativi alle produzioni 2007, 2008 e 2009.
Tariffa onnicomprensiva
Positivi anche i dati relativi all’energia ritirata dal GSE attraverso il meccanismo della Tariffa Onnicomprensiva. Nel corso dei soli primi sei mesi del 2010, 548 sono i GWh di energia rinnovabile ritirati a fronte di un totale di 630 GWh per l’intero 2009.
Controlli
Parallelamente alla crescita del numero di impianti ammessi al beneficio degli incentivi, sono aumentati anche i controlli effettuati dal GSE per verificare la sussistenza dei requisiti richiesti. Al 30 giugno 2010 sono ben 416 i controlli in sito eseguiti (376 su impianti IAFR e 40 su impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento), 56 dei quali solo nell’ultimo semestre.
Bollettino informativo energia da fonte rinnovabile
Qualificazione degli impianti
Alla data del 30 giugno 2010 risultano qualificati 3.441 impianti, di cui 2.338 in esercizio (14,6 GW) e 1.103 in progetto (8,2 GW). Tra gli impianti in esercizio di nuova costruzione prevalgono gli idroelettrici in termine di numerosità (601 su 1.647 pari al 36%) e gli eolici in termini di potenza installata (4,4 GW su 7,0 GW, pari al 62%). Tra i progetti di nuova costruzione di cui si attende l’entrata in esercizio, eolici e impianti a bioliquidi coprono insieme il 65% del totale, rispettivamente con 272 e 275 progetti qualificati, per una potenza di 2,9 GW e 1,8 GW.
Domanda e offerta di Certificati Verdi
Nel 2009 la quota d’obbligo pari al 4,55% sull’energia prodotta e importata da fonti convenzionali e soggetta a obbligo di copertura nel 2008, ha determinato una domanda di 8,5 milioni di Certificati Verdi aventi taglia di 1 MWh. Sul fronte dell’offerta, il GSE ha emesso, per le produzioni 2009, 17,5 milioni di CV, la maggior parte dei quali relativi a impianti idroelettrici, impianti eolici e impianti a biomasse e rifiuti. A questi si aggiungono 1,1 milioni di CV emessi a favore dell’energia prodotta da impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento. Secondo quanto previsto dalla normativa, il GSE ha anche provveduto al ritiro dei CV aventi diritto per un totale, nel 2010, di 9,9 milioni di CV relativi alle produzioni 2007, 2008 e 2009.
Tariffa onnicomprensiva
Positivi anche i dati relativi all’energia ritirata dal GSE attraverso il meccanismo della Tariffa Onnicomprensiva. Nel corso dei soli primi sei mesi del 2010, 548 sono i GWh di energia rinnovabile ritirati a fronte di un totale di 630 GWh per l’intero 2009.
Controlli
Parallelamente alla crescita del numero di impianti ammessi al beneficio degli incentivi, sono aumentati anche i controlli effettuati dal GSE per verificare la sussistenza dei requisiti richiesti. Al 30 giugno 2010 sono ben 416 i controlli in sito eseguiti (376 su impianti IAFR e 40 su impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento), 56 dei quali solo nell’ultimo semestre.
Bollettino informativo energia da fonte rinnovabile
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In Italia superati i 2mila MW di potenza incentivata col Conto Energia
Superati in Italia i 2.000 MW di potenza fotovoltaica installata su tutto il territorio nazionale con il sostegno degli incentivi in Conto Energia gestiti dal GSE.
A oggi, tra primo e secondo Conto Energia, al GSE sono pervenute domande di ammissione agli incentivi per oltre 120.000 impianti in esercizio, per una potenza complessiva di circa 2.100 MW.
La Puglia, con circa 450 MW, mantiene il primato della Regione con maggiore potenza installata, mentre la Lombardia resta in testa alla classifica delle Regioni con maggior numero di impianti in esercizio (18.500), seguita dal Veneto, con 14.320 impianti.
Considerando le ulteriori comunicazioni che perverranno al GSE nelle prossime settimane relative agli impianti entrati in esercizio tra l’inizio di novembre e il 31 dicembre 2010, si stima che la potenza fotovoltaica cumulativa in esercizio in Italia a fine anno con il Conto Energia potrebbe sfiorare i 3.000 MW, con una nuova potenza nel solo anno 2010 superiore a 1.500 MW contro i 720 MW installati nell’anno 2009.
Fonte: sito GSE
A oggi, tra primo e secondo Conto Energia, al GSE sono pervenute domande di ammissione agli incentivi per oltre 120.000 impianti in esercizio, per una potenza complessiva di circa 2.100 MW.
La Puglia, con circa 450 MW, mantiene il primato della Regione con maggiore potenza installata, mentre la Lombardia resta in testa alla classifica delle Regioni con maggior numero di impianti in esercizio (18.500), seguita dal Veneto, con 14.320 impianti.
Considerando le ulteriori comunicazioni che perverranno al GSE nelle prossime settimane relative agli impianti entrati in esercizio tra l’inizio di novembre e il 31 dicembre 2010, si stima che la potenza fotovoltaica cumulativa in esercizio in Italia a fine anno con il Conto Energia potrebbe sfiorare i 3.000 MW, con una nuova potenza nel solo anno 2010 superiore a 1.500 MW contro i 720 MW installati nell’anno 2009.
Fonte: sito GSE
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Nel 2020 il fotovoltaico garantirà il 12% della domanda di energia della Ue
La sola energia da impianti fotovoltaici potrà rispondere nel 2020 al 12% della domanda di energia elettrica europea. Questo secondo le proiezioni presentate dall’industria di settore (Epia), facendo riferimento alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici che si è conclusa l’11 dicembre 2010 a Cancun, in Messico.
La capacità installata raggiungerà i 390 Gw (Gigawatt), permettendo di risparmiare ogni anno 220 milioni di tonnellate di CO2. Il che equivale alle emissioni annuali di carbonio della Thailandia o a quelle di 98 milioni di automobili sulle strade. La lobby europea dell’energia fotovoltaica sottolinea anche come questa forma di energia sia di facile utilizzazione. Può essere prodotta su piccola o larga scala e soprattutto non deve necessariamente essere collegata alla rete. Anche in mancanza di infrastrutture il fotovoltaico è la sola energia, sostiene l’industria di settore, a poter diventare l’elemento catalizzatore dello sviluppo sostenibile fornendo servizi di base come l’illuminazione, l’acqua potabile, servizi sanitari ed educazione.
L’enorme potenziale del fotovoltaico è inoltre legato alle caratteristiche geografiche e di sviluppo mondiali. La capacità fotovoltaica nella fascia del sole compresa tra il trentacinquesimo parallelo a nord e a sud, già nel 2020 potrà raggiungere dai 60 ai 250 Gw, e dai 260 ai 1100 nel 2030. I paesi di quell’area hanno un grado di irradiazione solare eccezionalmente alto. Eppure ad oggi solo il 9% del fotovoltaico é presente in quelle zone dove vive circa il 75% della popolazione mondiale con il 40% del consumo elettrico mondiale, destinato ad una rapidissima crescita nei prossimi 20 anni. L’industria del fotovoltaico si è quindi appellata alla Conferenza di Cancun perché si promuovano in questi paesi politiche e incentivi adeguati per assicurare lo sviluppo del fotovoltaico.
I prezzi dei sistemi, secondo l’analisi dell’Epia, non dovrebbero costituire un ostacolo. Dovrebbero scendere drasticamente in quella parte del globo, del 66% nel 2030 rispetto a quelli attuali. I costi di generazione sarebbero destinati a crollare da 6 a 12 centesimi di euro per kwh (Kilowattora) entro il 2020 e da 4 a 8 centesimi per il 2030 euro. Prezzi che saranno competitivi con quelli della generazione di altri tipi di nuova energia o con la sostituzione di quella esistente.
La capacità installata raggiungerà i 390 Gw (Gigawatt), permettendo di risparmiare ogni anno 220 milioni di tonnellate di CO2. Il che equivale alle emissioni annuali di carbonio della Thailandia o a quelle di 98 milioni di automobili sulle strade. La lobby europea dell’energia fotovoltaica sottolinea anche come questa forma di energia sia di facile utilizzazione. Può essere prodotta su piccola o larga scala e soprattutto non deve necessariamente essere collegata alla rete. Anche in mancanza di infrastrutture il fotovoltaico è la sola energia, sostiene l’industria di settore, a poter diventare l’elemento catalizzatore dello sviluppo sostenibile fornendo servizi di base come l’illuminazione, l’acqua potabile, servizi sanitari ed educazione.
L’enorme potenziale del fotovoltaico è inoltre legato alle caratteristiche geografiche e di sviluppo mondiali. La capacità fotovoltaica nella fascia del sole compresa tra il trentacinquesimo parallelo a nord e a sud, già nel 2020 potrà raggiungere dai 60 ai 250 Gw, e dai 260 ai 1100 nel 2030. I paesi di quell’area hanno un grado di irradiazione solare eccezionalmente alto. Eppure ad oggi solo il 9% del fotovoltaico é presente in quelle zone dove vive circa il 75% della popolazione mondiale con il 40% del consumo elettrico mondiale, destinato ad una rapidissima crescita nei prossimi 20 anni. L’industria del fotovoltaico si è quindi appellata alla Conferenza di Cancun perché si promuovano in questi paesi politiche e incentivi adeguati per assicurare lo sviluppo del fotovoltaico.
I prezzi dei sistemi, secondo l’analisi dell’Epia, non dovrebbero costituire un ostacolo. Dovrebbero scendere drasticamente in quella parte del globo, del 66% nel 2030 rispetto a quelli attuali. I costi di generazione sarebbero destinati a crollare da 6 a 12 centesimi di euro per kwh (Kilowattora) entro il 2020 e da 4 a 8 centesimi per il 2030 euro. Prezzi che saranno competitivi con quelli della generazione di altri tipi di nuova energia o con la sostituzione di quella esistente.
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giovedì 30 dicembre 2010
Funziona a energia solare l'aereo che vola anche di notte
Il mito di Icaro narra che fu il calore del sole a sciogliere le ali di cera costruite dal padre, Dedalo, e a mutare in tragedia il sogno del primo uomo che voleva volare. Quasi a voler farsi perdonare quell’antico sgarbo, oggi è proprio il sole a permettere all’uomo di staccarsi dal suolo senza bruciare alcun carburante, senza inquinare ulteriormente un cielo già saturo di veleni. Stiamo parlando di un aereo mosso dall’energia solare: un “volo verde”, finalmente! Dietro il progetto del velivolo a energia solare ci sono Bertrand Piccard e André Borschberg, due svizzeri famosi nel mondo del volo, il primo per aver circumnavigato il globo in mongolfiera, il secondo per la triplice veste di ingegnere progettista, pilota d’aerei ed elicotteri, imprenditore di successo.
Le intuizioni geniali e un po’ visionarie del primo e le competenze del secondo hanno portato alla nascita di qualcosa che potrebbe dare il via a una rivoluzione ecologica nel mondo del trasporto aereo, responsabile insieme a quello terrestre dell’emissione di un terzo dei gas serra che stanno surriscaldando il pianeta: il nome da tenere d’occhio è Solar Impulse; così è stato battezzato il primo velivolo a energia solare che abbia mai solcato i cieli. Il decollo inaugurale è, infatti, av-venuto nel dicembre del 2009 ed è stato un successo.
Ma è recentissimo il primo vero trionfo dei due novelli argonauti: tra il 7 e l’8 luglio scorsi, il Solar Impulse ha volato ininterrottamente per 26 ore, decollando al mattino e atterrando il mattino seguente. Un’intera notte passata in cielo grazie all’energia solare accumulata nelle batterie incrociando a oltre 8.000 metri di quota durante il giorno, per sfruttare al massimo i raggi della nostra stella.
Articolo tratto dalla rivista Energia Solare & Rinnovabili di novembre 2010
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Le intuizioni geniali e un po’ visionarie del primo e le competenze del secondo hanno portato alla nascita di qualcosa che potrebbe dare il via a una rivoluzione ecologica nel mondo del trasporto aereo, responsabile insieme a quello terrestre dell’emissione di un terzo dei gas serra che stanno surriscaldando il pianeta: il nome da tenere d’occhio è Solar Impulse; così è stato battezzato il primo velivolo a energia solare che abbia mai solcato i cieli. Il decollo inaugurale è, infatti, av-venuto nel dicembre del 2009 ed è stato un successo.
Ma è recentissimo il primo vero trionfo dei due novelli argonauti: tra il 7 e l’8 luglio scorsi, il Solar Impulse ha volato ininterrottamente per 26 ore, decollando al mattino e atterrando il mattino seguente. Un’intera notte passata in cielo grazie all’energia solare accumulata nelle batterie incrociando a oltre 8.000 metri di quota durante il giorno, per sfruttare al massimo i raggi della nostra stella.
Articolo tratto dalla rivista Energia Solare & Rinnovabili di novembre 2010
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Come funziona un impianto fotovoltaico
Un impianto solare fotovoltaico serve per produrre energia elettrica dal sole, attraverso l’impiego di moduli fotovoltaici. L’energia che ne deriva può essere utilizzata istantaneamente per i consumi domestici (luce, elettrodomestici…) oppure può essere riversata nella rete elettrica del gestore locale (ENEL, ACEA, A2A).
Si calcola che l’investimento per un impianto fotovoltaico possa essere ripagato in 8-10 anni solo con il risparmio in bolletta; si deve poi tenere conto che lo Stato incentiva la realizzazione di questo impianto, tramite il Conto Energia. Il funzionamento è basato su un regime di interscambio con la rete elettrica pubblica: nei momenti di scarsa insolazione – per esempio di notte – l’energia viene prelevata dalla rete; di giorno, oppure nei mesi più soleggiati, l’eventuale eccedenza di produzione può essere immessa nella rete.
La corretta esposizione dell’impianto ha un peso notevole sulla buona riuscita dell’intervento: il sopralluogo del progettista si rende dunque necessario per verificare la possibilità di installare i panelli esponendoli a sud e con una inclinazione di 25 -35 gradi. Deve poi essere verificata l’assenza di ostacoli che potrebbero creare ombreggiamento e la disponibilità dello spazio necessario per installare i moduli. Si tenga, infatti, presente che occorre una superficie di circa 8-10 m2 per ogni KW di potenza.
La producibilità di energia di un impianto fotovoltaico è influenzata da alcuni fattori: la radiazione solare e le condizioni ambientali del sito lungo tutto l’anno, le prestazioni tecniche dei moduli e dell’inverter, l’inclinazione dei moduli, l’esposizione e le eventuali ombre temporanee. La potenza di picco (kWp) di un impianto esprime la potenza teorica massima che esso può produrre in condizioni standard di insolazione e temperatura dei moduli (100 W/m2 e 25°).
Si calcola che l’investimento per un impianto fotovoltaico possa essere ripagato in 8-10 anni solo con il risparmio in bolletta; si deve poi tenere conto che lo Stato incentiva la realizzazione di questo impianto, tramite il Conto Energia. Il funzionamento è basato su un regime di interscambio con la rete elettrica pubblica: nei momenti di scarsa insolazione – per esempio di notte – l’energia viene prelevata dalla rete; di giorno, oppure nei mesi più soleggiati, l’eventuale eccedenza di produzione può essere immessa nella rete.
La corretta esposizione dell’impianto ha un peso notevole sulla buona riuscita dell’intervento: il sopralluogo del progettista si rende dunque necessario per verificare la possibilità di installare i panelli esponendoli a sud e con una inclinazione di 25 -35 gradi. Deve poi essere verificata l’assenza di ostacoli che potrebbero creare ombreggiamento e la disponibilità dello spazio necessario per installare i moduli. Si tenga, infatti, presente che occorre una superficie di circa 8-10 m2 per ogni KW di potenza.
La producibilità di energia di un impianto fotovoltaico è influenzata da alcuni fattori: la radiazione solare e le condizioni ambientali del sito lungo tutto l’anno, le prestazioni tecniche dei moduli e dell’inverter, l’inclinazione dei moduli, l’esposizione e le eventuali ombre temporanee. La potenza di picco (kWp) di un impianto esprime la potenza teorica massima che esso può produrre in condizioni standard di insolazione e temperatura dei moduli (100 W/m2 e 25°).
L’impianto fotovoltaico va assicurato ma solo con la polizza giusta
La copertura assicurativa è sempre consigliabile per tutelare il proprio investimento ma è fondamentale scegliere la modalità su misura per le proprie esigenze. Uno dei problemi legati all’esercizio degli impianti da fonti rinnovabili durante il loro ciclo di vita - questione particolarmente sentita dai sistemi fotovoltaici per i quali un qualsiasi fermo rappresenta una perdita sia sotto al profilo della produzione, sia e specialmente su quello dei corposi incentivi - è quello assicurativo.
Assicurare un impianto fotovoltaico significa proteggere il proprio investimento da una serie di imprevisti che vanno dal guasto elettrico, agli eventi atmosferici, passando per il furto, fenomeno che si sta sviluppando non poco e che ha per oggetto principale i grandi impianti, ma sta interessando anche quelli domestici, magari posti su abitazioni secondarie o situate in luoghi isolati.
Come in altri settori, probabilmente non esiste un’assicurazione ottimale per il proprio impianto fotovoltaico che, è bene specificarlo, ha sempre e comunque caratteristiche uniche in quanto tagliato su misura per la specifica installazione, ma è sicuramente possibile scegliere le condizioni per proteggere il proprio investimento. Prima di tutto è bene sgombrare il campo da un equivoco di fondo.
Spesso quando parliamo di pannelli fotovoltaici si pensa che questi componenti siano garantiti per venti anni. In realtà la maggior parte dei costruttori garantisce il rendimento, entro una certa fascia con un tasso di decadimento annuale, effettivamente per venti anni, ma la funzionalità dei pannelli stessi è garantita, come per tutti i prodotti, solo per due anni. Quindi il cosiddetto “guasto elettrico” che avvenga 24 mesi dopo l’acquisto non è garantito dall’azienda costruttrice, ragione per la quale è ancora più necessario assicurarsi da eventuali problemi nel periodo successivo.
L'articolo integrale è pubblicato sulla rivista Energia Solare & Rinnovabili di novembre
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Assicurare un impianto fotovoltaico significa proteggere il proprio investimento da una serie di imprevisti che vanno dal guasto elettrico, agli eventi atmosferici, passando per il furto, fenomeno che si sta sviluppando non poco e che ha per oggetto principale i grandi impianti, ma sta interessando anche quelli domestici, magari posti su abitazioni secondarie o situate in luoghi isolati.
Come in altri settori, probabilmente non esiste un’assicurazione ottimale per il proprio impianto fotovoltaico che, è bene specificarlo, ha sempre e comunque caratteristiche uniche in quanto tagliato su misura per la specifica installazione, ma è sicuramente possibile scegliere le condizioni per proteggere il proprio investimento. Prima di tutto è bene sgombrare il campo da un equivoco di fondo.
Spesso quando parliamo di pannelli fotovoltaici si pensa che questi componenti siano garantiti per venti anni. In realtà la maggior parte dei costruttori garantisce il rendimento, entro una certa fascia con un tasso di decadimento annuale, effettivamente per venti anni, ma la funzionalità dei pannelli stessi è garantita, come per tutti i prodotti, solo per due anni. Quindi il cosiddetto “guasto elettrico” che avvenga 24 mesi dopo l’acquisto non è garantito dall’azienda costruttrice, ragione per la quale è ancora più necessario assicurarsi da eventuali problemi nel periodo successivo.
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Serve un installatore? Ecco come sceglierlo
Se si vuole installare nella propria casa un impianto solare, sia che si tratti di fotovoltaico o di solare termico, la prima cosa da fare è rivolgersi a operatori davvero competenti. Ma come districarsi nel labirinto delle offerte? Ecco di cosa si deve tener conto per orientarsi nella scelta.
Nel momento in cui si sceglie di dotarsi di un sistema a fonti rinnovabili di tipo domestico diventa cruciale la scelta dell’installatore. A oggi, infatti, non esistono albi o certificazioni efficaci su questo fronte e qualsiasi installatore elettrico nel caso del fotovoltaico, o termoidraulico se si tratta di solare termico, può improvvisarsi tecnico abile all’installazione di questi impianti, le cui problematiche sono molto distanti da quelle tipiche dell’elettricista o del termoidraulico tradizionali.
È vero, però, che molti installatori attivi da anni hanno sviluppato, attraverso corsi di formazione ed esperienze sul campo, un know-how che li qualifica a pieni voti, ma la scelta finale tocca al cliente che proprio esperto spesso non lo è. Quali sono quindi le cose a cui prestare attenzione quando si sceglie un installatore per realizzare il proprio impianto a fonti rinnovabili? La prima regola, elementare, è quella di non fermarsi al primo preventivo chiedendone più di uno a ditte d’installazione che abbiano nel proprio curriculum impianti simili a quelli che si vogliono realizzare a casa propria diffidando dei ribassi eccessivi e di chi millanta un’estrema facilità di installazione.
I sistemi a rinnovabili, infatti, sono “cuciti” su misura dell’utente – non esiste un’installazione uguale all’altra – e necessitano un approccio specifico, caso per caso. L’inclinazione del tetto, l’esposizione e la latitudine sono solo alcuni degli elementi che non devono essere assolutamente sottovalutati, pena lo scarso rendimento del sistema e la conseguente perdita dell’investimento.
L'articolo integrale è pubblicato sulla rivista Energia Solare & Rinnovabili di novembre
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Nel momento in cui si sceglie di dotarsi di un sistema a fonti rinnovabili di tipo domestico diventa cruciale la scelta dell’installatore. A oggi, infatti, non esistono albi o certificazioni efficaci su questo fronte e qualsiasi installatore elettrico nel caso del fotovoltaico, o termoidraulico se si tratta di solare termico, può improvvisarsi tecnico abile all’installazione di questi impianti, le cui problematiche sono molto distanti da quelle tipiche dell’elettricista o del termoidraulico tradizionali.
È vero, però, che molti installatori attivi da anni hanno sviluppato, attraverso corsi di formazione ed esperienze sul campo, un know-how che li qualifica a pieni voti, ma la scelta finale tocca al cliente che proprio esperto spesso non lo è. Quali sono quindi le cose a cui prestare attenzione quando si sceglie un installatore per realizzare il proprio impianto a fonti rinnovabili? La prima regola, elementare, è quella di non fermarsi al primo preventivo chiedendone più di uno a ditte d’installazione che abbiano nel proprio curriculum impianti simili a quelli che si vogliono realizzare a casa propria diffidando dei ribassi eccessivi e di chi millanta un’estrema facilità di installazione.
I sistemi a rinnovabili, infatti, sono “cuciti” su misura dell’utente – non esiste un’installazione uguale all’altra – e necessitano un approccio specifico, caso per caso. L’inclinazione del tetto, l’esposizione e la latitudine sono solo alcuni degli elementi che non devono essere assolutamente sottovalutati, pena lo scarso rendimento del sistema e la conseguente perdita dell’investimento.
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Luca Mercalli: che sia nuvolo o sereno, credo nel benefico potere del sole
Ci parla di meteo ogni settimana, è notoriamente un ecologista ed era abbastanza logico immaginare che sarebbe stato un entusiasta fruitore dell’energia solare. Luca Mercalli racconta alla rivista Energia Solare & Rinnovabili la sua “storia solare” che inizia quando noi comuni mortali avevamo appena iniziato a sentire che qualche matto voleva far la doccia calda e accendere le lampadine sfruttando il sole. “Realizzai il mio primo pannello solare nel 1981, a quattordici anni. Non mi interessavano le partite di calcio seguite dai miei coetanei e per divertirmi avevo a disposizione un’officina meccanica di famiglia. Un giorno tra i materiali da rottamare trovai un bel vetro doppio di circa due metri quadri. L’eco della crisi petrolifera del 1973 era ancora vivo e quindi la sfida di raccogliere energia dal sole m’incuriosiva. Aiutato da mio padre, costruii un telaio di acciaio inox, applicai al vetro una lastra di rame verniciata di nero sulla quale saldai a stagno una lunga serpentina sempre di rame, poi un materasso di lana di roccia e un laminato sul retro. Ecco fatto! Dopo pochi minuti, applicato il tubo dell’acqua a un’estremità, constatai che dall’altra usciva l’acqua calda per fare la doccia in giardino: una gran soddisfazione! Però era un gran catafalco sempre precario e difficile da adattare a una casa: gli orribili trespoli che qua e là altri pionieri dell’energia solare collocavano in quegli anni sui tetti, mi scoraggiarono dall’andar oltre”.
“Il mio primo impianto di solare termico per produrre acqua calda sanitaria e per integrare il riscaldamento con caldaia a metano a condensazione lo installai nella casa dove ora abito, all’imbocco della Valle di Susa, nel 2004”.
“Quando il tiepido fiotto mi scorre addosso penso alla bellezza di partecipare a un grande disegno umano e universale: grazie all’intelligenza collettiva e alla scienza ho intercettato un po’ di energia del sole altrimenti dispersa, non ho bruciato combustibili fossili, non ho prodotto gas che alterano il clima, non ho pagato bollette rendendomi schiavo della borsa energetica e degli equilibri geopolitici”.
L’intervista integrale a Luca Mercalli è pubblicata sul numero di novembre della rivista Energia Solare & Rinnovabili
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“Il mio primo impianto di solare termico per produrre acqua calda sanitaria e per integrare il riscaldamento con caldaia a metano a condensazione lo installai nella casa dove ora abito, all’imbocco della Valle di Susa, nel 2004”.
“Quando il tiepido fiotto mi scorre addosso penso alla bellezza di partecipare a un grande disegno umano e universale: grazie all’intelligenza collettiva e alla scienza ho intercettato un po’ di energia del sole altrimenti dispersa, non ho bruciato combustibili fossili, non ho prodotto gas che alterano il clima, non ho pagato bollette rendendomi schiavo della borsa energetica e degli equilibri geopolitici”.
L’intervista integrale a Luca Mercalli è pubblicata sul numero di novembre della rivista Energia Solare & Rinnovabili
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martedì 28 dicembre 2010
Il grafene sarà il materiale del futuro nel settore fotovoltaico
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Un’immagine ingrandita del grafene che, secondo due ricercatori russi, potrebbe sostituire con successo il silicio |
E questo non solo per la recente notizia dell’assegnazione del Nobel ai due ricercatori russi Andre Geim e Constantin Novoselov (ovvero, i “padri” del grafene), ma proprio per le specifi che caratteristiche del grafene, adatto, per esempio, sia per trasparenza sia per conducibilità, ad essere impiegato in molti ambiti. Sostituendo anche il silicio, finora il principe delle tecnologie solari.
Ma anche l’indio, ottimo materiale ma contraddistinto da costi ancora elevati.
Inoltre, il grafene è sensibile alla luce e dunque, in futuro, potrebbe essere utilizzato come rilevatore di numerosissime sostanze. Dallo smog al DNA o, ancora, per la marcatura di specifi che proteine.
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
lunedì 27 dicembre 2010
Rivista Energia Solare & Rinnovabili: domani in edicola il secondo numero
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| Il numero 2 di Energia Solare & Rinnovabili, in edicola dal 28 dicembre 2010 |
In questo numero l'esclusiva intervista a Giovanni Soldini, che spiega a Energia Solare & Rinnovabili come la barca sia un piccolo mondo dove nulla si spreca, energia compresa.
Le visioni future di questo fascicolo ci portano alle città galleggianti del colosso giapponese Shimizu, battezzate Green Float, costituite da torri alte mille metri e da terreni agricoli: tutto autosufficiente grazie all'energia solare.
Rimarrete "senza parole" guardando le immagini delle Solar Lily Pads, i pannelli solari fotovoltaici gallegianti sul fiume Clyde, a Glasgow, in Scozia.
E poi, incredibile ma vero, il diario di viaggio del ventiseienne Florian Bailly, che ha pedalato dalla Francia al Giappone grazie ai muscoli delle sue gambe e... alla sua bici fotovoltaica.
Un'ampia sezione dedicata al Conto Energia 2011, alle autorizzazioni per gli impianti, alle modalità di richiesta degli incentivi, alla documentazione da produrre dopo l'installazione, alle regole per una buona manutenzione degli impianti e a tante altre guide pratiche per sapersi orientare nel mondo delle rinnovabili, completano l'ampia offerta di contenuti del fascicolo di Energia Solare & Rinnovabili in edicola dal 28 dicembre 2010.
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giovedì 23 dicembre 2010
L'impianto fotovoltaico a film sottile sul tetto della Conferenza delle Nazioni Unite
In linea con i motivi ispiratori della Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (29 novembre – 10 dicembre, Cancun), sul tetto del Moon Palace Hotel, sede dell’importante evento, è stato costruito un impianto fotovoltaico completamente integrato. Realizzato da Enel Green Power con il film sottile flessibile UNI-SOLAR® di casa United Solar Ovonic, il progetto è nato dalla volontà di compensare l’impatto ambientale del meeting internazionale ed ha visto il supporto e la collaborazione tra i Ministeri dell’Ambiente italiano e messicano. L’impianto FV è il primo in Messico a fare uso della tecnologia all’avanguardia del film sottile.
La Conferenza ha l’obiettivo di rilanciare la discussione sui futuri impegni dei Paesi industrializzati nell’ambito del Protocollo di Kyoto e coinvolgerà circa 20.000 partecipanti provenienti da nazioni di tutto il mondo. Già dal 21 novembre, i 903 moduli FV UNI-SOLAR® installati sul tetto del Moon Palace Hotel entreranno in funzione, generando energia pulita. Si prevede che l’impianto della capacità di 139 kWp, produrrà 220 MWh, evitando l’emissione di 110 tonnellate di CO2.
“Questa installazione FV rafforza ulteriormente il nostro rapporto di collaborazione con Enel Green Power”– commenta Maarten van Cleef, Vicepresidente Sales Sud Europa per United Solar Ovonic, – “Essere stati scelti ancora una volta per la realizzazione di un importante progetto è per noi motivo di grande orgoglio. Oltre a darci l’occasione di firmare un vertice internazionale che vedrà tra i temi principali proprio lo sfruttamento delle energie rinnovabili, è una testimonianza concreta della qualità e dell’affidabilità della nostra tecnologia a film sottile tripla giunzione. I moduli UNI-SOLAR® sono stati scelti per la loro leggerezza (11 kg per metro quadrato era il massimo carico possibile sul tetto dell’hotel) e per la loro capacità di resistere alle estrazioni del vento. Una caratteristica, quest’ultima, particolarmente rilevante in aree come quella del Golfo del Messico. Anche quando l’uragano Paula ha attraversato la regione durante la prima fase di installazione, non abbiamo riportato alcun danno. I nostri moduli sono, infatti, testati per resistere a venti fino a 200 Km/h”.
Completato il più grande impianto fotovoltaico singolo d’Europa
SunEdison – l’operatore leader nei servizi di energia solare, parte di MEMC Electronic Materials – ha completato con successo l’interconnessione dell’impianto fotovoltaico da 70 megawatt costruito in provincia di Rovigo. L’impianto, la struttura singola più grande d’Europa, è stato completato e interconnesso in 9 mesi.
Il progetto è stato acquistato da First Reserve, attraverso la joint venture, già oggetto di comunicazione pubblica, stabilita tra First Reserve Corporation e SunEdison. Programmi di investimento gestiti o coordinati da Partners Group AG e Perennius Capital Partners SGR hanno partecipato al progetto con la joint venture First Reserve. E’ stato recentemente annunciato l’intervento in project finance per 276 milioni di euro con la partecipazione di alcune delle maggiori banche europee, tra cui Banco Santander, Unicredit Corporate Banking, Dexia Crediop, Natixis, Société Générale e Crédit Agricole. SunEdison è partner di minoranza nella joint venture e continuerà a curare le operazioni di gestione e manutenzione della struttura.
“Il completamento dell’impianto in meno di un anno, rappresenta una nuova pietra miliare all’interno del mercato fotovoltaico e in futuro diventerà lo standard per i maxi-progetti” sottolinea Carlos Domenech, Presidente di SunEdison. “SunEdison dimostra ancora una volta di saper eccellere nello sviluppo di progetti di grandi dimensioni e nella capacità di supporto alle istituzioni di governo nella promozione di iniziative legate alle energie rinnovabili.”
“SunEdison ha dimostrato di essere un leader affidabile ed efficiente nella creazione di progetti su larga scala come quello di Rovigo” commenta Mark Florian, Amministratire Delegato di First Reserve Energy Infrastructure. “Siamo orgogliosi di aggiungere questo progetto al nostro portfolio di infrastrutture energetiche e speriamo di poter sviluppare nuove opportunità attraverso la nostra joint venture con SunEdison. La combinazione di un sistema legislativo ben definito, un regime di incentivi e una buona esposizione solare sono caratteristiche attrattive del mercato fotovoltaico italiano”.
“E’ stato soprattutto l’impegno dei nostri partner di progetto locali e delle autorità regionali che ci ha permesso di ultimare l’impianto di Rovigo in tempi così rapidi” afferma Pancho Perez, General Manager di SunEdison EMEA. “Questo progetto è un esempio significativo di SunEdison nel proseguire lo sviluppo del settore fotovoltaico in Italia e nel resto d’Europa, Medio Oriente e Africa”.
Il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha indirizzato a Carlos Domenech, Presidente di SunEdison, una lettera di saluto e congratulazioni mettendo a tema la sfida che oggi rappresenta la questione energetica per l’Italia dalla quale derivano prospettive di crescita e competitività dell’economia nazionale.
L’impianto di Rovigo, nell’arco del suo ciclo di vita, genererà significativi risparmi in termini di inquinamento ambientale. Nel primo anno, il sistema produrrà energia in quantità equivalente al fabbisogno di oltre 16.500 famiglie, con un risparmio annuo di quasi 40mila tonnellate di CO2, paragonabile all’eliminazione dalle strade di 8.000 automobili.
Il progetto è stato acquistato da First Reserve, attraverso la joint venture, già oggetto di comunicazione pubblica, stabilita tra First Reserve Corporation e SunEdison. Programmi di investimento gestiti o coordinati da Partners Group AG e Perennius Capital Partners SGR hanno partecipato al progetto con la joint venture First Reserve. E’ stato recentemente annunciato l’intervento in project finance per 276 milioni di euro con la partecipazione di alcune delle maggiori banche europee, tra cui Banco Santander, Unicredit Corporate Banking, Dexia Crediop, Natixis, Société Générale e Crédit Agricole. SunEdison è partner di minoranza nella joint venture e continuerà a curare le operazioni di gestione e manutenzione della struttura.
“Il completamento dell’impianto in meno di un anno, rappresenta una nuova pietra miliare all’interno del mercato fotovoltaico e in futuro diventerà lo standard per i maxi-progetti” sottolinea Carlos Domenech, Presidente di SunEdison. “SunEdison dimostra ancora una volta di saper eccellere nello sviluppo di progetti di grandi dimensioni e nella capacità di supporto alle istituzioni di governo nella promozione di iniziative legate alle energie rinnovabili.”
“SunEdison ha dimostrato di essere un leader affidabile ed efficiente nella creazione di progetti su larga scala come quello di Rovigo” commenta Mark Florian, Amministratire Delegato di First Reserve Energy Infrastructure. “Siamo orgogliosi di aggiungere questo progetto al nostro portfolio di infrastrutture energetiche e speriamo di poter sviluppare nuove opportunità attraverso la nostra joint venture con SunEdison. La combinazione di un sistema legislativo ben definito, un regime di incentivi e una buona esposizione solare sono caratteristiche attrattive del mercato fotovoltaico italiano”.
“E’ stato soprattutto l’impegno dei nostri partner di progetto locali e delle autorità regionali che ci ha permesso di ultimare l’impianto di Rovigo in tempi così rapidi” afferma Pancho Perez, General Manager di SunEdison EMEA. “Questo progetto è un esempio significativo di SunEdison nel proseguire lo sviluppo del settore fotovoltaico in Italia e nel resto d’Europa, Medio Oriente e Africa”.
Il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha indirizzato a Carlos Domenech, Presidente di SunEdison, una lettera di saluto e congratulazioni mettendo a tema la sfida che oggi rappresenta la questione energetica per l’Italia dalla quale derivano prospettive di crescita e competitività dell’economia nazionale.
L’impianto di Rovigo, nell’arco del suo ciclo di vita, genererà significativi risparmi in termini di inquinamento ambientale. Nel primo anno, il sistema produrrà energia in quantità equivalente al fabbisogno di oltre 16.500 famiglie, con un risparmio annuo di quasi 40mila tonnellate di CO2, paragonabile all’eliminazione dalle strade di 8.000 automobili.
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Tre prodotti di Solarcentury rispondono alle linee guida del GSE
“Siamo davvero molto soddisfatti che tre dei nostri prodotti di punta soddisfino i principi e le regole tecniche della ‘Guida alle applicazioni innovative finalizzate all’integrazione architettonica del fotovoltaico’ pubblicata dal Gestore dei Servizi Elettrici a inizio dicembre – afferma Mario Micali, Country Manager Solarcentury Italia. Questi prodotti, dunque, avranno accesso a tariffe particolarmente interessanti che consentiranno di ottenere sino al 29% in più della normale tariffa prevista dal terzo conto energia”.
In ottemperanza a quanto previsto dal Decreto Ministeriale 6/8/2010 per incentivare il fotovoltaico, il GSE ha pubblicato a dicembre la bozza della Guida che illustra i principi e le regole tecniche secondo i quali le diverse tipologie applicative possono richiedere una specifica tariffa incentivante.
Le tariffe per gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative rimarranno costanti per tutto il 2011, non subendo dunque i tre decrementi previsti per impianti su edifici (gennaio, maggio, settembre) e consentiranno di avere accesso a tariffe incentivanti molto più interessanti. Concretamente questo si traduce in un guadagno importante per i proprietari che sceglieranno l’integrazione innovativa. Per fare un esempio: un privato che installi un impianto fotovoltaico integrato con caratteristiche innovative da 4kWp avrà diritto, se entra in esercizio durante il 2011, a una tariffa di 0,44 €/kWh (nel 2010 era di 0,442€/kWh, quindi praticamente identica); lo stesso privato, se decidesse di installare un impianto non integrato avrebbe diritto a una tariffa più bassa (di 0,377€/kWh) che diminuirà ancora se i tempi si dovessero dilatare, passando a 0,36€/kWh in maggio e a 0,342€/kWh in settembre.
In ottemperanza a quanto previsto dal Decreto Ministeriale 6/8/2010 per incentivare il fotovoltaico, il GSE ha pubblicato a dicembre la bozza della Guida che illustra i principi e le regole tecniche secondo i quali le diverse tipologie applicative possono richiedere una specifica tariffa incentivante.
Le tariffe per gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative rimarranno costanti per tutto il 2011, non subendo dunque i tre decrementi previsti per impianti su edifici (gennaio, maggio, settembre) e consentiranno di avere accesso a tariffe incentivanti molto più interessanti. Concretamente questo si traduce in un guadagno importante per i proprietari che sceglieranno l’integrazione innovativa. Per fare un esempio: un privato che installi un impianto fotovoltaico integrato con caratteristiche innovative da 4kWp avrà diritto, se entra in esercizio durante il 2011, a una tariffa di 0,44 €/kWh (nel 2010 era di 0,442€/kWh, quindi praticamente identica); lo stesso privato, se decidesse di installare un impianto non integrato avrebbe diritto a una tariffa più bassa (di 0,377€/kWh) che diminuirà ancora se i tempi si dovessero dilatare, passando a 0,36€/kWh in maggio e a 0,342€/kWh in settembre.
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