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venerdì 4 febbraio 2011

NanoSail-D, il satellite che viaggia a vele solari

La NanoSail-D mentre sorvola l'Italia meridionale
Si chima NanoSail-D ed è il primo satellite che dovrà compiere il giro del mondo senza l'ausilio del propellente, col quale si muovono generalmente i satelliti, bensì grazie alla pressione ricevuta dalla radiazione del Sole.
Grazie alle sue "vele solari", che gli permettono di essere spinto dalla pressione della radiazione solare, l’apparecchio finirà la sua missione calandosi lentamente verso l'atmosfera terrestre, dove si frantumerà senza lasciare traccia di sé nello spazio. E' questa un'altra sperimentazione portata avanti dagli scienziati della Nasa e che permetterà di ridurre la quantità di "spazzatura spaziale" rappresentata oggi da un'enorme quantità di satelliti in orbita.
E pensare che di NanoSail-D si erano ormai perse le speranze. Incastrata infatti nel satellite che l'eveva portata in orbita lo scorso novembre, soltanto il 17 gennaio scorso - probabilmente per un movimento di assestamento del satellite - la NanoSail-D è uscita e ha aperto le sue vele, cominciando la sua navigazione spaziale. Anche questa è energia rinnovabile...

venerdì 28 gennaio 2011

Dal 2030 tutta l'energia necessaria al pianeta potrebbe essere ottenuta da rinnovabili

Dal 2030 potremmo non aver più bisogno di combustibili fossili e di energia nucleare: basteranno le energie rinnovabili. E' quanto sostiene uno studio di Mark Delucchi (Università di California Davis) e Mark Jacobson (Stanford University) recentemente pubblicato dalla rivista Energy Policy.

Secondo gli studiosi l'unico limite oggi a questo sviluppo è rappresentato dalla politica economica dei vari Paesi. Ma che cosa servirebbe per arrivare a questo obiettivo a dir poco ambizioso? L'investimento non è da poco: dovrebbero infatti essere installate 4 milioni di pale eoliche da 5 megawatt, 90 mila centrali solari da 300 megawatt e 1,7 miliardi di pannelli solari fotovoltaici da 3 chilowatt. Inoltre di tutto il parco installato, il 4% dovrebbe essere rappresentato dall'idroelettrico e il 6% tra geotermico ed energia ricavata da onde e maree.

martedì 25 gennaio 2011

Premio Energia Arge Alp per le energie rinnovabili

L'Arge Alp, la comunità di lavoro delle regioni alpine, ha pubblicato, pochi giorni fa, un bando di concorso per premiare i comuni particolarmente impegnati nell'utilizzo delle energie rinnovabili. Lo scopo del bando è quello di valutare il potenziale di produzione energetica da fonti rinnovabili dell'arco alpino. Il bando interessa gli impianti microidroelettrici (fino a 10 MW di potenza nominale), impianti di biogas, centrali termoelettriche a biomassa (biomassa solida), centrali termiche a biomassa (biomassa solida), impianti individuali a biomassa, biomassa liquida (solo uso termico, non mobilità), impianti solari termici, impianti fotovoltaici ed impianti ad energia eolica.

Possono partecipare i Comuni delle dieci Regioni dell'Arge Alp: Libero Stato di Baviera, Länder Vorarlberg, Tirolo e Salisburgo, Regione Lombardia, Provincia Autonoma di Bolzano e Provincia Autonoma di Trento, Cantoni Grigioni, San Gallo e Ticino.

Saranno assegnati 3 premi per un ammontare complessivo di 20.000 euro.

Le domande possono essere presentate entro il 31 marzo 2011.

lunedì 10 gennaio 2011

Incentivi coi Certificati Verdi: il GSE ha pubblicato il bollettino

Nel 2009 l’energia rinnovabile incentivata dal GSE con il meccanismo dei Certificati Verdi equivale a circa 17 TWh, mentre quella valorizzata con il sistema della Tariffa Onnicomprensiva è stata pari a 630 GWh. I dati sono contenuti nel documento: “Incentivazione delle fonti rinnovabili con i Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive. Bollettino aggiornato al 30 giugno 2010” pubblicato sul sito del GSE (www.gse.it).

Qualificazione degli impianti
Alla data del 30 giugno 2010 risultano qualificati 3.441 impianti, di cui 2.338 in esercizio (14,6 GW) e 1.103 in progetto (8,2 GW). Tra gli impianti in esercizio di nuova costruzione prevalgono gli idroelettrici in termine di numerosità (601 su 1.647 pari al 36%) e gli eolici in termini di potenza installata (4,4 GW su 7,0 GW, pari al 62%). Tra i progetti di nuova costruzione di cui si attende l’entrata in esercizio, eolici e impianti a bioliquidi coprono insieme il 65% del totale, rispettivamente con 272 e 275 progetti qualificati, per una potenza di 2,9 GW e 1,8 GW.

Domanda e offerta di Certificati Verdi
Nel 2009 la quota d’obbligo pari al 4,55% sull’energia prodotta e importata da fonti convenzionali e soggetta a obbligo di copertura nel 2008, ha determinato una domanda di 8,5 milioni di Certificati Verdi aventi taglia di 1 MWh. Sul fronte dell’offerta, il GSE ha emesso, per le produzioni 2009, 17,5 milioni di CV, la maggior parte dei quali relativi a impianti idroelettrici, impianti eolici e impianti a biomasse e rifiuti. A questi si aggiungono 1,1 milioni di CV emessi a favore dell’energia prodotta da impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento. Secondo quanto previsto dalla normativa, il GSE ha anche provveduto al ritiro dei CV aventi diritto per un totale, nel 2010, di 9,9 milioni di CV relativi alle produzioni 2007, 2008 e 2009.

Tariffa onnicomprensiva
Positivi anche i dati relativi all’energia ritirata dal GSE attraverso il meccanismo della Tariffa Onnicomprensiva. Nel corso dei soli primi sei mesi del 2010, 548 sono i GWh di energia rinnovabile ritirati a fronte di un totale di 630 GWh per l’intero 2009.

Controlli 
Parallelamente alla crescita del numero di impianti ammessi al beneficio degli incentivi, sono aumentati anche i controlli effettuati dal GSE per verificare la sussistenza dei requisiti richiesti. Al 30 giugno 2010 sono ben 416 i controlli in sito eseguiti (376 su impianti IAFR e 40 su impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento), 56 dei quali solo nell’ultimo semestre.

Bollettino informativo energia da fonte rinnovabile

giovedì 30 dicembre 2010

Luca Mercalli: che sia nuvolo o sereno, credo nel benefico potere del sole

Ci parla di meteo ogni settimana, è notoriamente un ecologista ed era abbastanza logico immaginare che sarebbe stato un entusiasta fruitore dell’energia solare. Luca Mercalli racconta alla rivista Energia Solare & Rinnovabili la sua “storia solare” che inizia quando noi comuni mortali avevamo appena iniziato a sentire che qualche matto voleva far la doccia calda e accendere le lampadine sfruttando il sole. “Realizzai il mio primo pannello solare nel 1981, a quattordici anni. Non mi interessavano le partite di calcio seguite dai miei coetanei e per divertirmi avevo a disposizione un’officina meccanica di famiglia. Un giorno tra i materiali da rottamare trovai un bel vetro doppio di circa due metri quadri. L’eco della crisi petrolifera del 1973 era ancora vivo e quindi la sfida di raccogliere energia dal sole m’incuriosiva. Aiutato da mio padre, costruii un telaio di acciaio inox, applicai al vetro una lastra di rame verniciata di nero sulla quale saldai a stagno una lunga serpentina sempre di rame, poi un materasso di lana di roccia e un laminato sul retro. Ecco fatto! Dopo pochi minuti, applicato il tubo dell’acqua a un’estremità, constatai che dall’altra usciva l’acqua calda per fare la doccia in giardino: una gran soddisfazione! Però era un gran catafalco sempre precario e difficile da adattare a una casa: gli orribili trespoli che qua e là altri pionieri dell’energia solare collocavano in quegli anni sui tetti, mi scoraggiarono dall’andar oltre”.

“Il mio primo impianto di solare termico per produrre acqua calda sanitaria e per integrare il riscaldamento con caldaia a metano a condensazione lo installai nella casa dove ora abito, all’imbocco della Valle di Susa, nel 2004”.

“Quando il tiepido fiotto mi scorre addosso penso alla bellezza di partecipare a un grande disegno umano e universale: grazie all’intelligenza collettiva e alla scienza ho intercettato un po’ di energia del sole altrimenti dispersa, non ho bruciato combustibili fossili, non ho prodotto gas che alterano il clima, non ho pagato bollette rendendomi schiavo della borsa energetica e degli equilibri geopolitici”.

L’intervista integrale a Luca Mercalli è pubblicata sul numero di novembre della rivista Energia Solare & Rinnovabili
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mercoledì 15 dicembre 2010

Assotermica: rivedere il decreto sulla promozione delle fonti rinnovabili

Paola Ferroli, presidente Assotermica
Il decreto legislativo di attuazione della Direttiva europea 2009/28/CE sulla promozione delle energie rinnovabili, recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri in prima lettura il 30 novembre scorso, presenta uno sbilanciamento immotivato a favore del teleriscaldamento e a scapito delle tecnologie efficienti che ci vedono leader di settore. Questa è l’opinione di Assotermica, l’associazione che, in seno a ANIMA/Confindustria, riunisce i produttori di apparecchi e componenti per impianti termici.

“Riteniamo fondamentale perseguire una strategia politica di sostegno alle rinnovabili termiche – afferma Paola Ferroli, Presidente Assotermica - per colmare il grave ritardo ad oggi accumulato in questo settore e per concretizzare i grandi sforzi che il sistema industriale sta compiendo con ingenti investimenti. Il decreto è un’ottima occasione in tal senso, a patto che siano apportati alcuni importanti correttivi per aumentare la fiducia degli investitori e degli imprenditori, nonché tutto il sistema produttivo dell’articolata filiera delle rinnovabili in Italia”.

Ad oggi non sono richiesti agli impianti di teleriscaldamento alti valori di efficienza degli impianti di incenerimento. Non sono calcolate nemmeno le perdite della rete di distribuzione del calore agli utenti che devono sostenere tutte le tipologie di teleriscaldamento, anche non alimentate da fonti rinnovabili attraverso un fondo alimentato da una voce della bolletta del gas. Non si tiene conto degli altri sistemi alternativi anche più efficienti di generazione diffusa - quali il solare termico, il fotovoltaico e le pompe di calore.

“Per raggiungere il 17%, come quota di energia da fonti rinnovabili, si deve rafforzare al più presto anche la strategia per l’efficienza energetica nel nostro paese. – continua la Ferroli - Valorizziamo la nostra efficienza piuttosto che importarla. Non accettiamo il suggerimento di delocalizzare i progetti per l’utilizzo di rinnovabili e tantomeno la compravendita di “titoli obiettivo” sotto forma di “trasferimenti statistici” per raggiungere gli obiettivi 20/20/20”.

Per raggiungere la massima efficienza è sufficiente la riqualificazione del parco edilizio esistente piuttosto che spingere una manovra così ambiziosa sui nuovi edifici.
Nella bozza in esame viene meno anche l’obbligo di integrazione con fonti rinnovabili in occasione di nuova installazione di impianti termici in edifici esistenti e di ristrutturazione degli impianti termici esistenti.

“Sarebbe dunque auspicabile amplificare tutte le possibili leve incentivanti come reintrodurre coefficienti premiali elevati anche per la riqualificazione degli edifici-impianti esistenti, comprendendo anche le riqualificazioni e ristrutturazioni sotto i 1000 mq negli obblighi, senza però decurtare il livello di incentivo - conclude Ferroli - Assotermica auspica che tali importanti criticità possano essere risolte nella bozza ora all’esame delle Commissioni Parlamentari nell’interesse dell’intero sistema-Paese”.

venerdì 3 dicembre 2010

Green Job: le energie rinnovabili verso una crescita occupazionale

Presto i “Green Job”, vale a dire i lavoratori “verdi” legati allo sviluppo sostenibile e alle tecnologie delle energie rinnovabili e degli impianti fotovoltaici saranno molti di più. Ammontano infatti a 4milioni i nuovi posto di lavoro, che andranno a sommarsi agli attuali 11milioni, previsti dal rapporto Green Job: Towards Decent Work in a Sustainable, Low-carbon World, realizzato da due agenzie delle Nazioni Unite, l’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) e l’Oil (Organizzazione internazionale del Lavoro), presentato a Milano durante il convegno internazionale del progetto Gjusti “Progettare, lavorare, pensare il futuro della Terra”.

Il rapporto prefigura una grande opportunità per il futuro imminente: quello di coniugare l’aumento della occupazione con la tutela dell’ambiente, trasformando e adattando a ciò le tradizionali compentenze e professionalità alle nuove opportunità che offre la Green Economy.

L’agricoltura, l’industria, i servizi, la pubblica amministrazione, l’approvvigionamento energetico, l’edilizia e i mezzi di trasporto sono i settori in previsione con le più alte opportunità di sviluppo occupazionale.
La condicio sine qua non affinché le previsione del rapporto si avverino sta nella necessità di mantenere l’attuale trend di investimento da parte dei Paesi.

Energie Rinnovabili: sì del Consiglio dei Ministri a schema decreto

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema del decreto legislativo sulla promozione dell’uso di sistemi di energie rinnovabili.
Nel comunicato della Presidenza del Consiglio si legge: ”E’ stato altresì approvato in via preliminare (per l’invio ai pareri della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari) uno schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/28 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili”.

”Il provvedimento – si legge ancora – mira al potenziamento e alla razionalizzazione del sistema per incrementare l’efficienza energetica e l’utilizzo di energia rinnovabile ed ha fra gli obiettivi principali quello di diminuire gli oneri ‘indiretti’ legati al processo di realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili (dall’autorizzazione alla connessione, all’esercizio), cosi’ da potere intervenire riducendo i costi specifici di incentivazione. Si raggiunge in questo modo il duplice obiettivo di incrementare la produzione di energie rinnovabili per rispettare i target europei e di ridurre gli oneri specifici di incentivazione a carico dei consumatori finali di energia.

Questi gli strumenti di incentivazione previsti dallo schema: incentivo per il biometano immesso nella rete; fondo a favore dello sviluppo dell’infrastruttura per il teleriscaldamento e il teleraffreddamento; incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili; contributi per la produzione di energia termica da piccoli impianti; potenziamento del sistema di incentivi per l’efficienza energetica, attraverso i certificati bianchi; fondi in favore dello sviluppo tecnologico ed industriale”.