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martedì 14 dicembre 2010

Il pannello fotovoltaico che si attacca come un nastro adesivo

La società americana Global Solar Energy ha creato un pannello fotovoltaico flessibile, ondulato ed applicabile direttamente sulle superfici interessate come un adesivo, senza ancoraggi. Il pannello può essere staccato e riattaccato più volte, riducendo i tempi ed i costi di installazione e coprendo una superficie maggiore grazie a “strisce solari” lunghe circa 5,70 m e larghe 45 cm. Il prezzo è simile a quello dei “tradizionali” pannelli solari al silicio policristallino. L’azienda sta attendendo la necessaria certificazione e conta di iniziare la produzione dei pannelli solari dall’anno prossimo.

Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili

giovedì 9 dicembre 2010

Con i jeans si produrranno pannelli fotovoltaici

Pare proprio che le strutture organiche possano presto diventare la base per la produzione di pannelli fotovoltaici. I ricercatori della Cornell University (un ateneo nello stato di N.Y. che conta una quarantina di Nobel nella sua secolare storia), guidati dal professore di chimica e biologia William Dichtel (con il prezioso aiuto della National Science Foundation, che ci ha messo i soldi), in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Chemistry, hanno sostenuto che è possibile sfruttare delle molecole organiche attualmente utilizzate nei processi di tintura e colorazione dei jeans per costruire delle strutture organiche in grado di diventare la base per la realizzazione di pannelli solari. Il tutto, con costi irrisori rispetto al diffusissimo silicio oggi impiegato.

Questo perchè i materiali fotovoltaici organici (derivati da composti del carbonio) possiedono una particolare (ed econo-mica) caratteristica: quella di poter essere spalmati su ampie superfici. I ricercatori della Princeton hanno utilizzato dunque alcune molecole che si trovano, oltre che nei coloranti per i jeans, nell’inchiostro delle penne, le ftalocianine, molecole che assorbono l'energia solare riconvertendola in energia elettrica, ottenendo (in laboratorio) una struttura simile a quella di una cella fotovoltaica.

Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili

giovedì 2 dicembre 2010

Dal 2011 prezzi dei moduli fotovoltaici in calo

Lo studio di un autorevole istituto di ricerca americano sul mercato fotovoltaico, ipotizza per il 2011 un surplus produttivo di pannelli fotovoltaici. Fra le ricadute positive, il raggiungimento della grid parity in alcuni Paesi, già nel 2013.

Se nel 2008 l’offerta di pannelli solari era nettamente inferiore rispetto alle richieste del mercato, oggi la tendenza si sta completamente ribaltando e nel 2011 si profila addirittura un eccesso di produzione, fatto che inevitabilmente determinerà, secondo le ineluttabili leggi dell’economia, un importante calo dei prezzi di vendita dei moduli.

Ad affermarlo è lo studio The New Solar Market realizzato da Pike Research, istituto di ricerca americano specializzato nelle analisi di mercati mondiali, che parla di un attuale surplus produttivo stimato di circa 8,3 GW. Secondo gli analisti, il mercato fotovoltaico continuerà a crescere con quota media del 15% sino a raggiungere i 19 GW installati su base annua nel 2013. L’Italia, sempre secondo lo studio, si pone fra i mercati più coinvolti insieme agli Stati Uniti e alla Cina. I prezzi più competitivi, afferma Pike Reaserch, consentiranno di raggiungere, in alcuni Paesi, la grid parity già nel 2013, pareggiando il costo fra energia solare fotovoltaica e quella prodotta con fonti tradizionali. L’analisi di Pike Research, inoltre, identifica come vincenti sul mercato le aziende che saranno in grado di proporre un “sistema integrato”, cioè prodotti ma anche servizi: progettazione, permessi, installazione.