Se si vuole installare nella propria casa un impianto solare, sia che si tratti di fotovoltaico o di solare termico, la prima cosa da fare è rivolgersi a operatori davvero competenti. Ma come districarsi nel labirinto delle offerte? Ecco di cosa si deve tener conto per orientarsi nella scelta.
Nel momento in cui si sceglie di dotarsi di un sistema a fonti rinnovabili di tipo domestico diventa cruciale la scelta dell’installatore. A oggi, infatti, non esistono albi o certificazioni efficaci su questo fronte e qualsiasi installatore elettrico nel caso del fotovoltaico, o termoidraulico se si tratta di solare termico, può improvvisarsi tecnico abile all’installazione di questi impianti, le cui problematiche sono molto distanti da quelle tipiche dell’elettricista o del termoidraulico tradizionali.
È vero, però, che molti installatori attivi da anni hanno sviluppato, attraverso corsi di formazione ed esperienze sul campo, un know-how che li qualifica a pieni voti, ma la scelta finale tocca al cliente che proprio esperto spesso non lo è. Quali sono quindi le cose a cui prestare attenzione quando si sceglie un installatore per realizzare il proprio impianto a fonti rinnovabili? La prima regola, elementare, è quella di non fermarsi al primo preventivo chiedendone più di uno a ditte d’installazione che abbiano nel proprio curriculum impianti simili a quelli che si vogliono realizzare a casa propria diffidando dei ribassi eccessivi e di chi millanta un’estrema facilità di installazione.
I sistemi a rinnovabili, infatti, sono “cuciti” su misura dell’utente – non esiste un’installazione uguale all’altra – e necessitano un approccio specifico, caso per caso. L’inclinazione del tetto, l’esposizione e la latitudine sono solo alcuni degli elementi che non devono essere assolutamente sottovalutati, pena lo scarso rendimento del sistema e la conseguente perdita dell’investimento.
L'articolo integrale è pubblicato sulla rivista Energia Solare & Rinnovabili di novembre
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giovedì 30 dicembre 2010
La casa? Indipendente, sostenibile e si monta in poche ore
ZeroHouse è una casa prefabbricata completa per la vita di quattro adulti: si monta e si smonta in poche ore. Integralmente climatizzata, è fornita di collettori solari con batterie d’accumulo (una settimana di autonomia a pieno regime). L’illuminazione è a led integrati a soffitto e parete. L’acqua piovana è raccolta in una cisterna da 2.200 litri, pronta per l’uso. I rifiuti organici sono riciclati come compost. L’involucro strutturale è isolato con schiuma a cellule chiuse, vetri basso emissivi e porte esterne in pannelli aero-gel sottovuoto. L’ancoraggio mediante pali elicoidali assicura stabilità su pendii inclinati fino a 35°. Tutti i sistemi sono controllabili attraverso un laptop.
L'articolo integrale è pubblicato sulla rivista Energia Solare & Rinnovabili di novembre
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martedì 28 dicembre 2010
Rivista Energia Solare & Rinnovabili: il sommario del secondo numero in edicola
L’ENERGIA PULITA DI…
Giovanni Soldini: la barca è un piccolo mondo dove nulla si spreca. Parola di navigatore solitario
VISIONI FUTURE
Città galleggianti nell’immensità dell’oceano
SENZA PAROLE
- Energia sospesa sull’acqua
- Come un grande albero
STRANO… MA VERO
- Pedalando dalla Francia al Giappone con la bici solare
- Il sole per solcare i sette mari
IN COPERTINA
Il fotovoltaico facile… in sette mosse
GUIDA PRATICA
- Come leggere un preventivo. È indispensabile vagliare ogni dettaglio per evitare sgradite sorprese
- Solare termico: le semplici regole di manutenzione per garantire l’efficienza nel tempo
- Perfetta per il condominio ma anche per l’azienda. Se volete risparmiare denaro ed energia chiamate una ESCO
- Fotovoltaico: se è sull’edificio l’incentivo è migliore
- Conto Energia: come guadagnare col fotovoltaico
ORA È LEGGE!
Linee Guida: facciamo un po’ di chiarezza
COSA C’È DENTRO
- Solare termico: la scoperta dell’acqua calda. Grazie al sole
- Sistemi a pannelli radianti: il benessere parte dal pavimento
MA È VERO CHE…
- Esiste l’aria condizionata solare?
- Posso affittare ad altri il mio tetto?
COSA C’È DI NUOVO?
- La tenda fotovoltaica dà energia e fa ombra
- Due in uno: il pannello che produce energia e acqua calda
- La tastiera che si ricarica col sole
- Il fotovoltaico che protegge dall’acqua come un vero tetto
FUNZIONA COL SOLE
Sempre in giro con la giusta carica
SÌ, VIAGGIARE
iOn: la city-car elettrica a canone mensile
RISPARMIARE CON…
- Automatismi intelligenti
- La termoregolazione avanzata ovvero una gestione dei consumi davvero su misura
- Le caldaie a condensazione. Alto rendimento, basse emissioni e consumi ridotti: così il caldo costa meno
- Le pompe di calore
- Caldo e fresco in diretta dalla natura
Giovanni Soldini: la barca è un piccolo mondo dove nulla si spreca. Parola di navigatore solitario
VISIONI FUTURE
Città galleggianti nell’immensità dell’oceano
SENZA PAROLE
- Energia sospesa sull’acqua
- Come un grande albero
STRANO… MA VERO
- Pedalando dalla Francia al Giappone con la bici solare
- Il sole per solcare i sette mari
IN COPERTINA
Il fotovoltaico facile… in sette mosse
GUIDA PRATICA
- Come leggere un preventivo. È indispensabile vagliare ogni dettaglio per evitare sgradite sorprese
- Solare termico: le semplici regole di manutenzione per garantire l’efficienza nel tempo
- Perfetta per il condominio ma anche per l’azienda. Se volete risparmiare denaro ed energia chiamate una ESCO
- Fotovoltaico: se è sull’edificio l’incentivo è migliore
- Conto Energia: come guadagnare col fotovoltaico
ORA È LEGGE!
Linee Guida: facciamo un po’ di chiarezza
COSA C’È DENTRO
- Solare termico: la scoperta dell’acqua calda. Grazie al sole
- Sistemi a pannelli radianti: il benessere parte dal pavimento
MA È VERO CHE…
- Esiste l’aria condizionata solare?
- Posso affittare ad altri il mio tetto?
COSA C’È DI NUOVO?
- La tenda fotovoltaica dà energia e fa ombra
- Due in uno: il pannello che produce energia e acqua calda
- La tastiera che si ricarica col sole
- Il fotovoltaico che protegge dall’acqua come un vero tetto
FUNZIONA COL SOLE
Sempre in giro con la giusta carica
SÌ, VIAGGIARE
iOn: la city-car elettrica a canone mensile
RISPARMIARE CON…
- Automatismi intelligenti
- La termoregolazione avanzata ovvero una gestione dei consumi davvero su misura
- Le caldaie a condensazione. Alto rendimento, basse emissioni e consumi ridotti: così il caldo costa meno
- Le pompe di calore
- Caldo e fresco in diretta dalla natura
lunedì 27 dicembre 2010
Rivista Energia Solare & Rinnovabili: domani in edicola il secondo numero
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| Il numero 2 di Energia Solare & Rinnovabili, in edicola dal 28 dicembre 2010 |
In questo numero l'esclusiva intervista a Giovanni Soldini, che spiega a Energia Solare & Rinnovabili come la barca sia un piccolo mondo dove nulla si spreca, energia compresa.
Le visioni future di questo fascicolo ci portano alle città galleggianti del colosso giapponese Shimizu, battezzate Green Float, costituite da torri alte mille metri e da terreni agricoli: tutto autosufficiente grazie all'energia solare.
Rimarrete "senza parole" guardando le immagini delle Solar Lily Pads, i pannelli solari fotovoltaici gallegianti sul fiume Clyde, a Glasgow, in Scozia.
E poi, incredibile ma vero, il diario di viaggio del ventiseienne Florian Bailly, che ha pedalato dalla Francia al Giappone grazie ai muscoli delle sue gambe e... alla sua bici fotovoltaica.
Un'ampia sezione dedicata al Conto Energia 2011, alle autorizzazioni per gli impianti, alle modalità di richiesta degli incentivi, alla documentazione da produrre dopo l'installazione, alle regole per una buona manutenzione degli impianti e a tante altre guide pratiche per sapersi orientare nel mondo delle rinnovabili, completano l'ampia offerta di contenuti del fascicolo di Energia Solare & Rinnovabili in edicola dal 28 dicembre 2010.
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venerdì 10 dicembre 2010
Autorizzazioni degli impianti fotovoltaici: approvate le nuove linee guida
Dopo lunga attesa, con il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 10 settembre 2010 sono state finalmente approvate le nuove Linee guida per il procedimento autorizzativo previsto dall’articolo 12 del Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
Tali Linee Guida, entrate in vigore il 3 ottobre, sono destinate a disciplinare il procedimento per l’autorizzazione della costruzione e esercizio di impianti fotovoltaici e altre fonti rinnovabili nei prossimi anni, al fine di semplificare e rendere più veloce l’iter autorizzativo relativo alla costruzione ed esercizio di questi tipi di impianti.
Tutte le novità delle linee guida sulle autorizzazioni degli impianti fotovoltaici sono trattate dall'avv. Giulio Giuggioli dello Studio Legale Agnoli e Giuggioli in un approfondito articolo pubblicato sulla rivista Energia Solare & Rinnovabili di novembre, in edicola fino al 28 dicembre 2010.
Da Catania il pannello fotovoltaico che si collega direttamente agli elettrodomestici
Un pannello fotovoltaico in grado di funzionare senza “inverter” (il dispositivo che trasforma l’energia elettrica da continua ad alternata) è in arrivo dallo stabilimento StMicroelettronics di Catania. Il pannello potrà essere collegato agli elettrodomestici di casa, alimentandoli senza un convertitore (inverter), in quanto già dotato di una “junction-box”, cioè un miniconvertitore interno al modulo, in grado di trasformare l’energia solare prodotta dalle celle fotovoltaiche (a tensione continua) in corrente alternata usata nelle case.
Così l’energia può essere immessa nella rete elettrica domestica, senza macchinari e passaggi ulteriori, alimentando ogni dispositivo elettrico di uso comune. In caso di disconnessione, poi, la “junction box” invia un segnale ad una centrale dedicata, prevenendo furti e danneggiamenti, disconnettendosi dalla rete anche in caso di eventi come terremoti o trombe d’aria. “In un sistema standard da 3kW collocato sul tetto – spiega Matteo Lo Presti, direttore Systems Lab della St Microelettronics di Catania – abbiamo calcolato che la quantità di energia prodotta in più vada dal 5% al 12%.”
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
Così l’energia può essere immessa nella rete elettrica domestica, senza macchinari e passaggi ulteriori, alimentando ogni dispositivo elettrico di uso comune. In caso di disconnessione, poi, la “junction box” invia un segnale ad una centrale dedicata, prevenendo furti e danneggiamenti, disconnettendosi dalla rete anche in caso di eventi come terremoti o trombe d’aria. “In un sistema standard da 3kW collocato sul tetto – spiega Matteo Lo Presti, direttore Systems Lab della St Microelettronics di Catania – abbiamo calcolato che la quantità di energia prodotta in più vada dal 5% al 12%.”
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
Arriva Nausicaa, il mini-eolico in legno ideato a Pesaro
Un’interessante novità nel settore dell’energia eolica domestica è in arrivo da Pesaro. Si tratta di Nausicaa, una mini turbina eolica in legno ideale per i giardini delle abitazioni. Nausicaa è stata ideata ed è commercializzata dalla azienda Macht srl di Pesaro che da tempo ha deciso di produrre le proprie apparecchiature utilizzando solo materiali bio-compatibili e riciclabili: così le pale sono di legno naturale e le strutture sono fatte di alluminio riciclabile. Nausicaa è facilmente installabile, ha un diametro di due metri, pesa 25 kg ed è progettata sia per funzionare in modalità “stand alone” che in collegamento con la rete elettrica mediante un inverter, cioè un convertitore di energia elettrica da continua ad alternata. La potenza varia da 0,4 a 1,0 KW/p.
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
giovedì 9 dicembre 2010
La bicicletta a pedalata assistita con batteria a energia eolica
Si chiama “Miss Courant D’air”, è stata realizzata dal designer Thierry Dumaine, ed è una bicicletta elettrica a pedalata assistita dotata di batteria che si ricarica con l’energia eolica. La bicicletta ha un unico corpo aerodinamico necessario al migliore convogliamento dell’aria e, al centro di ciascuna ruota, è stato installato un generatore che invia l’elettricità prodotta alle batterie al litio, necessarie per garantire l’autonomia della bici. In vendita online ad una cifra di 4950,00 euro, sul sito www.electree.fr
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
Il bonsai coi pannelli fotovoltaici che ricarica i telefoni cellulari
Si chiama “Electree”, è opera di Vivien Muller ed è, allo stesso tempo, un oggetto di design e un pannello fotovoltaico portatile. Electree, infatti, riproduce le sembianze di un alberello bonsai ma, al posto delle foglie, ha dei piccoli pannelli fotovoltaici ed una batteria alla base, grazie ai quali può ricaricare i dispositivi mobili (telefoni cellulari ed assimilabili).
La struttura è dotata di 42 celle che sono equivalenti a una superficie di 2.178 centimetri ², per un’altezza di circa 40cm. Una volta caricato, l’accumulatore del bonsai alimenta una porta USB a cui collegare gli apparecchi. Electree è disponibile in due colori, bianco e argentato ed è acquistabile direttamente online ad una cifra di 4950,00 euro, sul sito www.electree.fr
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
Verso un'alternativa low cost della cella fotovoltaica
Ad oggi, il 90% dei pannelli fotovoltaici è realizzato in silicio. Come chiunque ben sa, la maggior parte di essi ha dimensioni non certo tascabili; inoltre, il processo di costruzione è ancora costoso e, per concludere, l’energia elettrica che viene generata all’interno delle celle fotovoltaiche è raccolta da un conduttore costruito in ossido di indio e stagno (ITO), che contribuisce non da poco sul prezzo finale.
Logica, dunque, l’attenzione con la quale le aziende di tutto il mondo seguono i risultati dei numerosi lavori di ricerca compiuti da Enti privati e Università internazionali, che hanno come obiettivo la ricerca e lo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie per la realizzazione di celle solari, con un costo nettamente inferiore all’attuale.
La professoressa Yueh-Lin Loo guida, all’Università di Princeton, un numeroso gruppo di ingegneri e ricercatori chimici, e quest’anno la rivista National Academy of Science ha pubblicato i risultati di una loro ricerca, una tecnologia per produrre una plastica trasparente, facilmente lavorabile e ottima conduttrice di elettricità. Guarda caso, le basi fondamentali che un materiale deve possedere per essere impiegato nella costruzione di celle fotovoltaiche.
L’equipe guidata da Yueh-Lin Loo è riuscita a sperimentare positivamente una tecnologia che consente la lavorazione del polimero rispettando le sue caratteristiche (ovvero, come spiega la Loo “processandoli in modo tale da realizzare qualcosa di utile senza degradare la loro capacità conduttiva”). I ricercatori hanno infatti scoperto che, se trattato con un particolare acido, il polimero, una volta processato, non impedisce più il passaggio della corrente.
La Loo ha poi affermato che, una volta risolto il problema della conduttività, sarà molto facile “dare alla plastica qualunque forma ci torni utile mantenendo intatte le sue qualità” (trasparenza e malleabilità). Per quanto riguarda l’aspetto economico, se questa plastica si dimostrasse capace di sostituire l’ITO nella realizzazione dei conduttori, il valore del risparmio per il processo realizzativo può spingersi anche all’80% del totale. C’è però ancora un ma, e riguarda la durata dei materiali, ancora inferiore al caro, vecchio ossido di indio e stagno.
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
Logica, dunque, l’attenzione con la quale le aziende di tutto il mondo seguono i risultati dei numerosi lavori di ricerca compiuti da Enti privati e Università internazionali, che hanno come obiettivo la ricerca e lo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie per la realizzazione di celle solari, con un costo nettamente inferiore all’attuale.
La professoressa Yueh-Lin Loo guida, all’Università di Princeton, un numeroso gruppo di ingegneri e ricercatori chimici, e quest’anno la rivista National Academy of Science ha pubblicato i risultati di una loro ricerca, una tecnologia per produrre una plastica trasparente, facilmente lavorabile e ottima conduttrice di elettricità. Guarda caso, le basi fondamentali che un materiale deve possedere per essere impiegato nella costruzione di celle fotovoltaiche.
L’equipe guidata da Yueh-Lin Loo è riuscita a sperimentare positivamente una tecnologia che consente la lavorazione del polimero rispettando le sue caratteristiche (ovvero, come spiega la Loo “processandoli in modo tale da realizzare qualcosa di utile senza degradare la loro capacità conduttiva”). I ricercatori hanno infatti scoperto che, se trattato con un particolare acido, il polimero, una volta processato, non impedisce più il passaggio della corrente.
La Loo ha poi affermato che, una volta risolto il problema della conduttività, sarà molto facile “dare alla plastica qualunque forma ci torni utile mantenendo intatte le sue qualità” (trasparenza e malleabilità). Per quanto riguarda l’aspetto economico, se questa plastica si dimostrasse capace di sostituire l’ITO nella realizzazione dei conduttori, il valore del risparmio per il processo realizzativo può spingersi anche all’80% del totale. C’è però ancora un ma, e riguarda la durata dei materiali, ancora inferiore al caro, vecchio ossido di indio e stagno.
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
Il pannello fotovoltaico in plastica potrebbe durare più a lungo
Il gruppo di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto Nazionale di Nanotecnologia , unitamente ad un team dell’Università di Alberta, entrambi in Canada, hanno concluso con successo un progetto di ricerca teso a sviluppare un prototipo di pannello fotovoltaico in plastica in grado di superare le poche ore di attività che attualmente sono lo standard.
Il team di ricerca, guidato da David Rider, è riuscito a sviluppare un polimero molto più resistente e durevole di quelli ad oggi utilizzati per costruire l’elettrodo delle celle solari, e un prototipo di cella solare opportunamente realizzato ha funzionato per ben 500 ore e, ancor più importante, ha successivamente continuato a funzionare per quasi otto mesi prima di danneggiarsi irrimediabilmente (ma, sembra, più per i continui trasporti fra un laboratorio e l’altro che non per un processo di degradazione del materiale).
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
Il team di ricerca, guidato da David Rider, è riuscito a sviluppare un polimero molto più resistente e durevole di quelli ad oggi utilizzati per costruire l’elettrodo delle celle solari, e un prototipo di cella solare opportunamente realizzato ha funzionato per ben 500 ore e, ancor più importante, ha successivamente continuato a funzionare per quasi otto mesi prima di danneggiarsi irrimediabilmente (ma, sembra, più per i continui trasporti fra un laboratorio e l’altro che non per un processo di degradazione del materiale).
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
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Con i jeans si produrranno pannelli fotovoltaici
Pare proprio che le strutture organiche possano presto diventare la base per la produzione di pannelli fotovoltaici. I ricercatori della Cornell University (un ateneo nello stato di N.Y. che conta una quarantina di Nobel nella sua secolare storia), guidati dal professore di chimica e biologia William Dichtel (con il prezioso aiuto della National Science Foundation, che ci ha messo i soldi), in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Chemistry, hanno sostenuto che è possibile sfruttare delle molecole organiche attualmente utilizzate nei processi di tintura e colorazione dei jeans per costruire delle strutture organiche in grado di diventare la base per la realizzazione di pannelli solari. Il tutto, con costi irrisori rispetto al diffusissimo silicio oggi impiegato.
Questo perchè i materiali fotovoltaici organici (derivati da composti del carbonio) possiedono una particolare (ed econo-mica) caratteristica: quella di poter essere spalmati su ampie superfici. I ricercatori della Princeton hanno utilizzato dunque alcune molecole che si trovano, oltre che nei coloranti per i jeans, nell’inchiostro delle penne, le ftalocianine, molecole che assorbono l'energia solare riconvertendola in energia elettrica, ottenendo (in laboratorio) una struttura simile a quella di una cella fotovoltaica.
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
Questo perchè i materiali fotovoltaici organici (derivati da composti del carbonio) possiedono una particolare (ed econo-mica) caratteristica: quella di poter essere spalmati su ampie superfici. I ricercatori della Princeton hanno utilizzato dunque alcune molecole che si trovano, oltre che nei coloranti per i jeans, nell’inchiostro delle penne, le ftalocianine, molecole che assorbono l'energia solare riconvertendola in energia elettrica, ottenendo (in laboratorio) una struttura simile a quella di una cella fotovoltaica.
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giovedì 2 dicembre 2010
In Inghilterra cento turbine eoliche per il parco off shore più grande del mondo
È stato inaugurato il 25 settembre in Inghilterra (al largo di Foreness Point, nel Kent) il parco eolico offshore (situato in mare, in acque poco profonde non lontane dalla costa) più grande del mondo.Si chiama “Thanet Offshore Wind Farm” ed è stato realizzato dalla società svedese Vattenfall. Le turbine eoliche sono più di 100, ma diventeranno 340 entro 4 anni. Ciascuna turbina eolica ha una potenza di 3 MW per una potenza complessiva di 300 MW. Il parco si estende su una superficie di 35 km quadrati a 12 km dalla costa, in acque con una profondità massima di 25 metri.
L’obiettivo è aumentare del 30% la capacità complessiva dell’eolico offshore inglese soddisfacendo la domanda di elettricità da energia eolica di 200 mila utenze domestiche.
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
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mercoledì 1 dicembre 2010
Organismi viventi per le microturbine eoliche
Si potrebbe parlare di "architettura bio-organica". Di certo, il tema dell'autoriparazione dei materiali agita i sonni di numerosi ricercatori sparsi in tutto il mondo. Augustin Otegui, dal Messico, propone ad esempio il NanoVentSkin, un progetto che prevede l'utilizzo di organismi "viventi" per realizzare le microturbine eoliche (su scala nanometrica) caratterizzate da una superficie composta da celle fotovoltaiche organiche. Il che significa (o meglio: dovrebbe significare) che quando una turbina ha un guasto o un calo di potenza, grazie al loro sistema di nanofili, un segnale viene inviato al sistema centrale e i microorganismi vengono da questo "invitati" a rigenerare il settore interessato.
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili - novembre 2010
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili - novembre 2010
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