Il limite di un impianto fotovoltaico è evidentemente quello che non può funzionare anche di notte, vale a dire che i pannelli fotovoltaici, non essendo colpiti dal sole, non possono in tale circostanza produrre energia. Pare però che Steven Novack, dell’Idaho National Laboratory del dipartimento americano dell’Energia, non la pensi proprio così. E allora si è inventato un nuovo concetto di pannelli solari che con ogni probabilità è destinato a rivoluzionare il settore.
Il pensiero di Novack si basa sul fatto che circa la metà dell’energia disponibile dello spettro solare arriva sul nostro Pianeta nella banda degli infrarossi (Ir). Una parte di questa energia viene riemessa sotto forma di calore dal terreno durante la notte. Se la notte è nuvolosa, in parte gli infrarossi vengono riflessi verso il suolo. Nel caso invece di notte priva di nuvole, il calore attraversa l’atmosfera e si disperde nello spazio come radiazione Ir.
Il sistema di microantenne realizzato da Novack è in grado di raccogliere l’84% dei fotoni riemessi dal terreno. Un sistema operativo reale utilizzabile su larga scala potrebbe arrivare al 46%, efficienza di gran lunga superiore a quella degli attuali pannelli fotovoltaici. Ciò è dovuto al fatto che, a differenza delle celle al silicio, pare che le microantenne siano in grado di assorbire infrarossi in un ampio ventaglio angolare e quindi garantire una efficienza superiore.
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mercoledì 26 gennaio 2011
Un pannello solare che funzioni anche di notte? Si può fare...
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giovedì 30 dicembre 2010
Come funziona un impianto solare termico
Un impianto solare termico serve per produrre acqua calda per uso sanitario e/o riscaldamento attraverso i pannelli solari termici (altrimenti detti collettori solari) che sono dispositivi in grado di convertire la radiazione solare in energia termica.
L’energia, può essere immagazzinata e dunque può essere utilizzata in un secondo momento. Questi impianti, che spesso vengono confusi con i pannelli solari fotovoltaici, sono facilmente integrabili nella struttura architettonica di un edificio e hanno un basso costo di manutenzione.
Il funzionamento di questi impianti è piuttosto semplice: la circolazione dell’acqua dal serbatoio al rubinetto domestico è realizzata mediante circolazione naturale o forzata; in caso di circolazione forzata il pannello solare integra una pompa idraulica con alimentazione elettrica.
L’efficienza dei pannelli solari termici varia naturalmente in funzione dell’esposizione solare, della latitudine, della stagione e delle condizioni meteorologiche. Anche il numero di pannelli che si devono installare varia con il clima del luogo e naturalmente con le esigenze dell’utenza. Si tenga comunque conto che un pannello di un metro quadrato produce in media 80-120 litri di acqua calda al giorno.
E’ chiaro che di notte i pannelli solari termici non producono acqua calda, cosi come quando piove. Ecco perché è indispensabile il serbatoio, la cui funzione è proprio quella di accumulare l’acqua per renderla disponibile al momento del bisogno. Normalmente i pannelli solari termici non sono l’unico dispositivo per il riscaldamento dell’acqua presente in un’abitazione. Sono, infatti, spesso affiancati da scaldabagni elettrici o caldaie a metano.
L’energia, può essere immagazzinata e dunque può essere utilizzata in un secondo momento. Questi impianti, che spesso vengono confusi con i pannelli solari fotovoltaici, sono facilmente integrabili nella struttura architettonica di un edificio e hanno un basso costo di manutenzione.
Il funzionamento di questi impianti è piuttosto semplice: la circolazione dell’acqua dal serbatoio al rubinetto domestico è realizzata mediante circolazione naturale o forzata; in caso di circolazione forzata il pannello solare integra una pompa idraulica con alimentazione elettrica.
L’efficienza dei pannelli solari termici varia naturalmente in funzione dell’esposizione solare, della latitudine, della stagione e delle condizioni meteorologiche. Anche il numero di pannelli che si devono installare varia con il clima del luogo e naturalmente con le esigenze dell’utenza. Si tenga comunque conto che un pannello di un metro quadrato produce in media 80-120 litri di acqua calda al giorno.
E’ chiaro che di notte i pannelli solari termici non producono acqua calda, cosi come quando piove. Ecco perché è indispensabile il serbatoio, la cui funzione è proprio quella di accumulare l’acqua per renderla disponibile al momento del bisogno. Normalmente i pannelli solari termici non sono l’unico dispositivo per il riscaldamento dell’acqua presente in un’abitazione. Sono, infatti, spesso affiancati da scaldabagni elettrici o caldaie a metano.
L’impianto fotovoltaico va assicurato ma solo con la polizza giusta
La copertura assicurativa è sempre consigliabile per tutelare il proprio investimento ma è fondamentale scegliere la modalità su misura per le proprie esigenze. Uno dei problemi legati all’esercizio degli impianti da fonti rinnovabili durante il loro ciclo di vita - questione particolarmente sentita dai sistemi fotovoltaici per i quali un qualsiasi fermo rappresenta una perdita sia sotto al profilo della produzione, sia e specialmente su quello dei corposi incentivi - è quello assicurativo.
Assicurare un impianto fotovoltaico significa proteggere il proprio investimento da una serie di imprevisti che vanno dal guasto elettrico, agli eventi atmosferici, passando per il furto, fenomeno che si sta sviluppando non poco e che ha per oggetto principale i grandi impianti, ma sta interessando anche quelli domestici, magari posti su abitazioni secondarie o situate in luoghi isolati.
Come in altri settori, probabilmente non esiste un’assicurazione ottimale per il proprio impianto fotovoltaico che, è bene specificarlo, ha sempre e comunque caratteristiche uniche in quanto tagliato su misura per la specifica installazione, ma è sicuramente possibile scegliere le condizioni per proteggere il proprio investimento. Prima di tutto è bene sgombrare il campo da un equivoco di fondo.
Spesso quando parliamo di pannelli fotovoltaici si pensa che questi componenti siano garantiti per venti anni. In realtà la maggior parte dei costruttori garantisce il rendimento, entro una certa fascia con un tasso di decadimento annuale, effettivamente per venti anni, ma la funzionalità dei pannelli stessi è garantita, come per tutti i prodotti, solo per due anni. Quindi il cosiddetto “guasto elettrico” che avvenga 24 mesi dopo l’acquisto non è garantito dall’azienda costruttrice, ragione per la quale è ancora più necessario assicurarsi da eventuali problemi nel periodo successivo.
L'articolo integrale è pubblicato sulla rivista Energia Solare & Rinnovabili di novembre
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Assicurare un impianto fotovoltaico significa proteggere il proprio investimento da una serie di imprevisti che vanno dal guasto elettrico, agli eventi atmosferici, passando per il furto, fenomeno che si sta sviluppando non poco e che ha per oggetto principale i grandi impianti, ma sta interessando anche quelli domestici, magari posti su abitazioni secondarie o situate in luoghi isolati.
Come in altri settori, probabilmente non esiste un’assicurazione ottimale per il proprio impianto fotovoltaico che, è bene specificarlo, ha sempre e comunque caratteristiche uniche in quanto tagliato su misura per la specifica installazione, ma è sicuramente possibile scegliere le condizioni per proteggere il proprio investimento. Prima di tutto è bene sgombrare il campo da un equivoco di fondo.
Spesso quando parliamo di pannelli fotovoltaici si pensa che questi componenti siano garantiti per venti anni. In realtà la maggior parte dei costruttori garantisce il rendimento, entro una certa fascia con un tasso di decadimento annuale, effettivamente per venti anni, ma la funzionalità dei pannelli stessi è garantita, come per tutti i prodotti, solo per due anni. Quindi il cosiddetto “guasto elettrico” che avvenga 24 mesi dopo l’acquisto non è garantito dall’azienda costruttrice, ragione per la quale è ancora più necessario assicurarsi da eventuali problemi nel periodo successivo.
L'articolo integrale è pubblicato sulla rivista Energia Solare & Rinnovabili di novembre
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Luca Mercalli: che sia nuvolo o sereno, credo nel benefico potere del sole
Ci parla di meteo ogni settimana, è notoriamente un ecologista ed era abbastanza logico immaginare che sarebbe stato un entusiasta fruitore dell’energia solare. Luca Mercalli racconta alla rivista Energia Solare & Rinnovabili la sua “storia solare” che inizia quando noi comuni mortali avevamo appena iniziato a sentire che qualche matto voleva far la doccia calda e accendere le lampadine sfruttando il sole. “Realizzai il mio primo pannello solare nel 1981, a quattordici anni. Non mi interessavano le partite di calcio seguite dai miei coetanei e per divertirmi avevo a disposizione un’officina meccanica di famiglia. Un giorno tra i materiali da rottamare trovai un bel vetro doppio di circa due metri quadri. L’eco della crisi petrolifera del 1973 era ancora vivo e quindi la sfida di raccogliere energia dal sole m’incuriosiva. Aiutato da mio padre, costruii un telaio di acciaio inox, applicai al vetro una lastra di rame verniciata di nero sulla quale saldai a stagno una lunga serpentina sempre di rame, poi un materasso di lana di roccia e un laminato sul retro. Ecco fatto! Dopo pochi minuti, applicato il tubo dell’acqua a un’estremità, constatai che dall’altra usciva l’acqua calda per fare la doccia in giardino: una gran soddisfazione! Però era un gran catafalco sempre precario e difficile da adattare a una casa: gli orribili trespoli che qua e là altri pionieri dell’energia solare collocavano in quegli anni sui tetti, mi scoraggiarono dall’andar oltre”.
“Il mio primo impianto di solare termico per produrre acqua calda sanitaria e per integrare il riscaldamento con caldaia a metano a condensazione lo installai nella casa dove ora abito, all’imbocco della Valle di Susa, nel 2004”.
“Quando il tiepido fiotto mi scorre addosso penso alla bellezza di partecipare a un grande disegno umano e universale: grazie all’intelligenza collettiva e alla scienza ho intercettato un po’ di energia del sole altrimenti dispersa, non ho bruciato combustibili fossili, non ho prodotto gas che alterano il clima, non ho pagato bollette rendendomi schiavo della borsa energetica e degli equilibri geopolitici”.
L’intervista integrale a Luca Mercalli è pubblicata sul numero di novembre della rivista Energia Solare & Rinnovabili
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“Il mio primo impianto di solare termico per produrre acqua calda sanitaria e per integrare il riscaldamento con caldaia a metano a condensazione lo installai nella casa dove ora abito, all’imbocco della Valle di Susa, nel 2004”.
“Quando il tiepido fiotto mi scorre addosso penso alla bellezza di partecipare a un grande disegno umano e universale: grazie all’intelligenza collettiva e alla scienza ho intercettato un po’ di energia del sole altrimenti dispersa, non ho bruciato combustibili fossili, non ho prodotto gas che alterano il clima, non ho pagato bollette rendendomi schiavo della borsa energetica e degli equilibri geopolitici”.
L’intervista integrale a Luca Mercalli è pubblicata sul numero di novembre della rivista Energia Solare & Rinnovabili
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martedì 14 dicembre 2010
Il pannello fotovoltaico che si attacca come un nastro adesivo
La società americana Global Solar Energy ha creato un pannello fotovoltaico flessibile, ondulato ed applicabile direttamente sulle superfici interessate come un adesivo, senza ancoraggi. Il pannello può essere staccato e riattaccato più volte, riducendo i tempi ed i costi di installazione e coprendo una superficie maggiore grazie a “strisce solari” lunghe circa 5,70 m e larghe 45 cm. Il prezzo è simile a quello dei “tradizionali” pannelli solari al silicio policristallino. L’azienda sta attendendo la necessaria certificazione e conta di iniziare la produzione dei pannelli solari dall’anno prossimo.
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili
giovedì 2 dicembre 2010
Dal 2011 prezzi dei moduli fotovoltaici in calo
Lo studio di un autorevole istituto di ricerca americano sul mercato fotovoltaico, ipotizza per il 2011 un surplus produttivo di pannelli fotovoltaici. Fra le ricadute positive, il raggiungimento della grid parity in alcuni Paesi, già nel 2013.
Se nel 2008 l’offerta di pannelli solari era nettamente inferiore rispetto alle richieste del mercato, oggi la tendenza si sta completamente ribaltando e nel 2011 si profila addirittura un eccesso di produzione, fatto che inevitabilmente determinerà, secondo le ineluttabili leggi dell’economia, un importante calo dei prezzi di vendita dei moduli.
Ad affermarlo è lo studio The New Solar Market realizzato da Pike Research, istituto di ricerca americano specializzato nelle analisi di mercati mondiali, che parla di un attuale surplus produttivo stimato di circa 8,3 GW. Secondo gli analisti, il mercato fotovoltaico continuerà a crescere con quota media del 15% sino a raggiungere i 19 GW installati su base annua nel 2013. L’Italia, sempre secondo lo studio, si pone fra i mercati più coinvolti insieme agli Stati Uniti e alla Cina. I prezzi più competitivi, afferma Pike Reaserch, consentiranno di raggiungere, in alcuni Paesi, la grid parity già nel 2013, pareggiando il costo fra energia solare fotovoltaica e quella prodotta con fonti tradizionali. L’analisi di Pike Research, inoltre, identifica come vincenti sul mercato le aziende che saranno in grado di proporre un “sistema integrato”, cioè prodotti ma anche servizi: progettazione, permessi, installazione.
Se nel 2008 l’offerta di pannelli solari era nettamente inferiore rispetto alle richieste del mercato, oggi la tendenza si sta completamente ribaltando e nel 2011 si profila addirittura un eccesso di produzione, fatto che inevitabilmente determinerà, secondo le ineluttabili leggi dell’economia, un importante calo dei prezzi di vendita dei moduli.
Ad affermarlo è lo studio The New Solar Market realizzato da Pike Research, istituto di ricerca americano specializzato nelle analisi di mercati mondiali, che parla di un attuale surplus produttivo stimato di circa 8,3 GW. Secondo gli analisti, il mercato fotovoltaico continuerà a crescere con quota media del 15% sino a raggiungere i 19 GW installati su base annua nel 2013. L’Italia, sempre secondo lo studio, si pone fra i mercati più coinvolti insieme agli Stati Uniti e alla Cina. I prezzi più competitivi, afferma Pike Reaserch, consentiranno di raggiungere, in alcuni Paesi, la grid parity già nel 2013, pareggiando il costo fra energia solare fotovoltaica e quella prodotta con fonti tradizionali. L’analisi di Pike Research, inoltre, identifica come vincenti sul mercato le aziende che saranno in grado di proporre un “sistema integrato”, cioè prodotti ma anche servizi: progettazione, permessi, installazione.
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