giovedì 23 dicembre 2010

Il gasdotto che si regola col sole

Sergio Schiavoni, presidente del Gruppo Schiavoni
Avviati in Algeria i lavori per la realizzazione di un innovativo sistema ad energia fotovoltaica progettato dal Gruppo Schiavoni a servizio del gasdotto collegato al giacimento Menzel Ledjmet East. La Saipem (Gruppo Eni) ha infatti affidato alla Imesa spa, società del Gruppo Schiavoni, la progettazione e la fornitura di un sistema capace di garantire continuativamente l’energia elettrica alle stazioni di regolazione anche in condizioni particolarmente avverse: il gasdotto, che unisce il giacimento al sito di lavorazione, si sviluppa lungo 128 km in un’area desertica, dove le condizioni climatiche e geologiche sono particolarmente difficili e dove sarebbe molto costoso installare cavi elettrici.

“La soluzione era nel sole – spiega Sergio Schiavoni, presidente del Gruppo Schiavoni – abbiamo progettato un sistema di tredici impianti fotovoltaici indipendenti che assicurano l’energia elettrica ad ogni stazione in modo autonomo e senza interruzioni. Abbiamo effettuato uno studio specifico, insieme con Saipem, e progettato un sistema sperimentale, effettuando test di collaudo per alcuni mesi. Il sistema si è dimostrato estremamente efficace”.

Gli impianti lungo la condotta, posti a 10 km circa l’uno dall’altro, sono dotati del sistema “stand – alone”, ovvero sono provvisti di batterie che accumulano energia dal sole, assicurando l’alimentazione delle apparecchiature anche in assenza della luce necessaria, come accade di notte o durante una tempesta di sabbia. In questo modo viene assicurato il funzionamento delle valvole che regolano il flusso del gas e dei sistemi di trasmissione dati, che via rete forniscono informazioni sul gas in transito.

Un contratto da 1 milione di euro che il Gruppo Schiavoni ha acquisito grazie ad un’esperienza quarantennale nel settore dell’energia elettrica e alle elevate capacità nell’ingegnerizzazione. Il sistema dei tredici impianti fotovoltaici sarà completato entro un anno circa.

mercoledì 22 dicembre 2010

Un impianto fotovoltaico da 608 chilowatt renderà Argoclima energeticamente autonoma

La tecnologia italiana al 100 per cento di Argoclima adesso è al 100 per cento ecosostenibile e pulita. La storica società lombarda specializzata in prodotti e servizi per la climatizzazione, il trattamento dell’aria e il riscaldamento ha ultimato la posa dei pannelli fotovoltaici che la renderanno completamente autonoma dal punto di vista energetico.
L’impianto di Argoclima è composto da 2.832 pannelli fotovoltaici in silicio monocristallino e la sua potenza complessiva pari a 608 chilowatt potrebbe agevolmente alimentare oltre 200 nuclei familiari con contatori standard da tre chilowatt. Con una superficie di 3.400 metri quadrati, riveste per intero la copertura del quartier generale di Gallarate, dove si trovano gli uffici amministrativi, le principali unità produttive e i centri di ricerca e sviluppo internazionali dell’azienda.
“Il progetto è stato portato a termine in meno di cinque mesi” dichiara Marta Molinari, responsabile per la sicurezza del marchio varesino “e in tempi da record; entro la fine di dicembre, Argoclima potrà provvedere da sé al suo fabbisogno energetico azzerando al tempo stesso l’impatto sull’ambiente”. Oltre a garantire elettricità pulita, l’installazione di questo impianto fotovoltaico consente infatti di disperdere circa 480 tonnellate di anidride carbonica in meno ogni anno.
Argoclima entra così in grande stile nella corsa alle energie alternative e alle fonti rinnovabili che caratterizza il panorama industriale italiano. Secondo il GSE (Gestore dei servizi energetici) il 33% della potenza fotovoltaica installata nel Paese alimenta imprese del settore manifatturiero. E in Lombardia il dato è addirittura superiore, perché raggiunge il 41%.
L’impianto fotovoltaico da 608 chilowatt è parte integrante delle strategie globali del gruppo per la riduzione dei consumi e delle emissioni dannose. A maggio i condizionatori di Argoclima si sono classificati all’ottavo posto della Eco Top Ten di Legambiente per l’efficienza energetica e la preferibilità ambientale che prendeva in considerazione ben 369 marchi internazionali.
La gamma del costruttore gallaratese comprende le pompe di calore iSERIES, alimentate con energie rinnovabili; e le caldaie della linea Condensy, progettate per il collegamento con impianti solari termici. Produttore di stufe a legna (Super e Mignon) o a pellet (la famiglia Bruciapellet 65, 80 e 110) dall’efficienza energetica rispettivamente superiore al 70 e all’86%, Argoclima commercializza con il marchio della controllata francese Technibel anche il sistema di riscaldamento e raffreddamento domestico Aquaset 3G. Compatibile con installazioni solari termiche, Aquaset 3G rende produce energia termica più di 4,7 volte superiore a quella elettrica consumata, riducendo di conseguenza consumi, costi di gestione ed emissioni di Co2.

Il Vaticano risparmia 310 tonnellate di anidride carbonica con il nuovo impianto fotovoltaico

Sono quasi 310 le tonnellate di anidride carbonica risparmiate nei primi due anni di attività dall’impianto fotovoltaico costruito da SolarWorld sul tetto dell’Aula Palo VI in Vaticano nel novembre del 2008. Merito dei 442 mila kWh di energia pulita prodotta in 24 mesi da un sistema costituito da più di 2.400 moduli solari che si estendono armoniosamente su una superficie di ben 5.000 mq, corrispondente a quella di un campo da calcio. Gli straordinari risultati di questo progetto, che vede unite la Santa Sede e SolarWorld - società tedesca leader mondiale nella costruzione di pannelli solari -, sono stati illustrati in occasione della presentazione del libro “L’energia del sole in Vaticano”, svoltasi oggi nella Sala Conferenze dei Musei Vaticani.
L’azienda, con sede a Bonn, città dove l’attuale Papa Benedetto XVI è stato per molti anni vescovo, sulla scia dei frequenti richiami della Santa Sede all’importanza dello sviluppo delle energie alternative, ha voluto venire incontro alla volontà dello Stato del Vaticano di realizzare un impianto di conversione dell'energia solare. I pannelli sono stati montati sulla copertura ondulata dell'Aula delle Udienze, preservando la singolare estetica dell'edificio tardo barocco a due passi da San Pietro. I moduli, infatti, sono stati installati da SolarWorld in sostituzione dei pannelli in calcestruzzo, riproducendo la dimensione dei tegolini originali.
La potenza generata dall'impianto ogni giorno, viene inviata alle macchine inverter, convertita in energia alternata e poi trasferita alla cabina di trasformazione ubicata nel piano interrato della stessa Aula delle Udienze. L’energia elettrica pulita prodotta dal generatore solare viene immessa nella rete elettrica vaticana a parziale copertura dei consumi della stessa Aula e dei palazzi limitrofi.
“Abbiamo accolto con grande entusiasmo la proposta di collaborare a questo libro che racchiude l’orientamento del Vaticano verso le tecnologie sostenibili, dei quali siamo orgogliosi partner - ha commentato Frank Asbeck, Presidente ed Amministratore Delegato di SolarWorld AG -. Con lo stesso entusiasmo due anni fa abbiamo concretizzato la volontà della Santa Sede di soddisfare parte del suo fabbisogno energetico con un impianto fotovoltaico, che sta dando giorno per giorno il proprio prezioso contributo a vantaggio della salute di tutto il pianeta”
Per questo tetto solare, il Vaticano ha ottenuto il Premio solare europeo del 2008, conferito da Eurosolar, l'associazione europea per le energie rinnovabili, per progetti innovativi e particolari riguardanti l'impiego di energie rinnovabili.

mercoledì 15 dicembre 2010

Assotermica: rivedere il decreto sulla promozione delle fonti rinnovabili

Paola Ferroli, presidente Assotermica
Il decreto legislativo di attuazione della Direttiva europea 2009/28/CE sulla promozione delle energie rinnovabili, recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri in prima lettura il 30 novembre scorso, presenta uno sbilanciamento immotivato a favore del teleriscaldamento e a scapito delle tecnologie efficienti che ci vedono leader di settore. Questa è l’opinione di Assotermica, l’associazione che, in seno a ANIMA/Confindustria, riunisce i produttori di apparecchi e componenti per impianti termici.

“Riteniamo fondamentale perseguire una strategia politica di sostegno alle rinnovabili termiche – afferma Paola Ferroli, Presidente Assotermica - per colmare il grave ritardo ad oggi accumulato in questo settore e per concretizzare i grandi sforzi che il sistema industriale sta compiendo con ingenti investimenti. Il decreto è un’ottima occasione in tal senso, a patto che siano apportati alcuni importanti correttivi per aumentare la fiducia degli investitori e degli imprenditori, nonché tutto il sistema produttivo dell’articolata filiera delle rinnovabili in Italia”.

Ad oggi non sono richiesti agli impianti di teleriscaldamento alti valori di efficienza degli impianti di incenerimento. Non sono calcolate nemmeno le perdite della rete di distribuzione del calore agli utenti che devono sostenere tutte le tipologie di teleriscaldamento, anche non alimentate da fonti rinnovabili attraverso un fondo alimentato da una voce della bolletta del gas. Non si tiene conto degli altri sistemi alternativi anche più efficienti di generazione diffusa - quali il solare termico, il fotovoltaico e le pompe di calore.

“Per raggiungere il 17%, come quota di energia da fonti rinnovabili, si deve rafforzare al più presto anche la strategia per l’efficienza energetica nel nostro paese. – continua la Ferroli - Valorizziamo la nostra efficienza piuttosto che importarla. Non accettiamo il suggerimento di delocalizzare i progetti per l’utilizzo di rinnovabili e tantomeno la compravendita di “titoli obiettivo” sotto forma di “trasferimenti statistici” per raggiungere gli obiettivi 20/20/20”.

Per raggiungere la massima efficienza è sufficiente la riqualificazione del parco edilizio esistente piuttosto che spingere una manovra così ambiziosa sui nuovi edifici.
Nella bozza in esame viene meno anche l’obbligo di integrazione con fonti rinnovabili in occasione di nuova installazione di impianti termici in edifici esistenti e di ristrutturazione degli impianti termici esistenti.

“Sarebbe dunque auspicabile amplificare tutte le possibili leve incentivanti come reintrodurre coefficienti premiali elevati anche per la riqualificazione degli edifici-impianti esistenti, comprendendo anche le riqualificazioni e ristrutturazioni sotto i 1000 mq negli obblighi, senza però decurtare il livello di incentivo - conclude Ferroli - Assotermica auspica che tali importanti criticità possano essere risolte nella bozza ora all’esame delle Commissioni Parlamentari nell’interesse dell’intero sistema-Paese”.

In giro sulla torre rotante di Dubai


Alta 313 metri, Rotanting Tower sorgerà con ogni probabilità a Dubai ma sono aperte trattative anche per realizzarla a Londra, Mosca, New York e Parigi. Il primo grattacielo rotante, la cui forma cambierà continuamente con lo scorrere delle ore, è un progetto made in Italy promosso dall’architetto David Fisher. Fra ciascun piano saranno presenti turbine eoliche ad asse orizzontale che produrranno ogni anno circa 1.200 MWh di energia, per un valore stimato di oltre 7 milioni di euro. Anche grazie ai generatori fotovoltaici presenti sull’involucro rotante, la produzione supererà abbondantemente i consumi dell’intero edificio compresi quelli richiesti dalla rotazione indipendente dei vari livelli.

Fonte: rivista Energia Solare & Rinnovabili

Quale sarà la tecnologia a film sottile più utilizzata nei prossimi anni?

Su quale sarà la tecnologia a film sottile maggiormente utilizzata nei prossimi anni c’è molta discussione. “Alla fine - afferma Roland Scheer, esperto sul solare all’Istituto Hahn-Meitner (HMI) di Berlino - il prezzo deciderà tra le diverse tecnologie applicate oggi e nessuna presenta al momento limitazioni in termini di economia di scala”. Mentre per Paula Mints, della statunitense Navigant il silicio amorfo ha l’efficienza più bassa, tra il 6,5 e il 7% e con costi intorno ai due dollari Usa per Wp, ma è la tecnologia che risulterà più attraente per alcuni clienti. Molti produttori utilizzano il silicio amorfo, ma si sta sviluppando anche il Tellururo di Cadmio che possiede costi di fabbricazione più bassi, meno di 1,75 dollari per Wp, cosa che ha contribuito a superare la diffidenza iniziale che la presenza del Cadmio, potenzialmente tossico se disperso nell’ambiente, aveva suscitato tra gli operatori.

Problemi tecnologici, invece per il Diseleniuro di indio rame e il Diseleniuro di indio rame gallio, che possiedono oggi un’efficienza del 9% ma che pongono diversi problemi ai produttori, poiché sono ancora aperte questioni come la standardizzazione, la prevenzione dell’umidità per i moduli flessibili e l’uniformità della struttura.
In definitiva il mercato del film sottile sembra essere in movimento con un carico crescente di aspettative e interesse, superando lo sviluppo lento e le diffidenze degli anni passati.

Fonte: rivista Impianti Solari

In calo i prezzi del fotovoltaico, avanza la tecnologia a film sottile

Secondo l'industria svizzera Oerlikon, produttrice di film sottile - i moduli micromorfici tandem che sono formati da due celle associate di cui una in silicio amorfo e l’altra in silicio microcristallino - i costi di fabbricazione del film sottile amorfo dovrebbero attestarsi intorno a 0,7 dollari per watt, contro quelli del 2009 di 1,5 dollari per watt.

Secondo alcuni osservatori dell’industria fotovoltaica statunitense, inoltre, i prezzi del fotovoltaico dovrebbero ridursi a un tasso del 5-9% l’anno con un incremento dell’efficienza energetica e in questo quadro il film sottile parte avvantaggiato visto che possiede un basso costo per metro quadrato, che diminuirà ulteriormente, mentre l’efficienza potrebbe passare dall’8-12% del 2009 al 10-15% nel 2010 e fino al 14-20% nel 2030.

In definitiva gli osservatori ritengono che la capacità produttiva del film sottile supererà a breve i tassi di crescita già alti del fotovoltaico tradizionale, con buone possibilità di scendere al di sotto dell’euro per watt entro il 2010.

Fonte: rivista Impianti Solari